Né Naspi né reddito di cittadinanza: timori tra gli stagionali di Taormina

Ancora una volta Taormina potrebbe diventare il fulcro della possibile nuova protesta generale dei lavoratori stagionali del turismo siciliani. A tre anni e mezzo di distanza dall’adunata generale di quel 15 aprile 2015 che vide scendere i lavoratori in piazza a Taormina (e a Milano e Roma) i lavoratori dell’intero comprensorio del primo polo turistico siciliano, senza un impiego sino alla prossima primavera, rischiano di andare incontro nel 2019 ad un’ulteriore batosta.

“I lavoratori del turismo, del commercio e dei servizi – spiega il segretario regionale aggiunto della Fisascat Cisl, Pancrazio Di Leo sul sito ilsicilia.it – stanno affrontando questa bassa stagione con estrema difficoltà e già ad inizio febbraio avranno terminato di percepire la Naspi. Siamo però di fronte ad un problema occupazionale e sociale che rischia di aggravarsi, visto che a quanto pare il Governo potrebbe decidere di eliminare la Naspi. A quel punto, nel frattempo, dovrebbe essere istituito il tanto discusso reddito di cittadinanza, al quale però i lavoratori del turismo – stando così le cose – non avranno nessuna possibilità di accedere. Le 780 euro sono un miraggio per i tanti lavoratori stagionali che, in sostanza, non rientrerebbero nella soglia del limite di reddito Isee 2019 di 9 mila 360 euro, poiché nei mesi lavorativi in cui saranno contrattualizzati supererebbero tale quota. Inoltre, per chi detiene una casa di proprietà, l’importo che spetta con il reddito di cittadinanza scenderebbe a 500 euro, perché vengono detratte 280 euro di affitto ipotetico”.

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