Ponte Stretto, Cgil fa esposto a Corte dei Conti per ipotizzato danno erariale
27 Luglio 2026, 12:00
Un frame tratto da un video del rendering del Ponte sullo Stretto di Messina, 6 agosto 2025. ANSA/US WEBUILD +++ ++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++ NPK
La Cgil, attraverso un atto firmato dal segretario generale Maurizio Landini, ha depositato un esposto alle Procure regionali della Corte dei Conti della Sicilia e del Lazio, oltre che alla Procura generale d’appello della Regione Siciliana, per chiedere di verificare la corretta gestione delle risorse pubbliche impiegate nel progetto del Ponte sullo Stretto di Messina e accertare l’eventuale sussistenza di un danno erariale.
Il sindacato richiama le criticità già sollevate dalla stessa magistratura contabile in sede di esame della delibera Cipess, relative alla mancanza di una quantificazione definitiva del costo dell’opera e alla conformità con le normative comunitarie in materia di appalti e tutela ambientale, e rimarca la necessità di dare priorità alle carenze infrastrutturali del Sud, quali la rete ferroviaria, la viabilità stradale, il sistema portuale e i servizi essenziali.
Secondo la Cgil “non si tratta di una battaglia ideologica né di una contrapposizione pregiudiziale all’opera, ma di difendere il denaro pubblico. Ogni euro sprecato per il Ponte è un euro tolto agli ospedali, alle scuole e alle vere infrastrutture di cui il Sud ha bisogno. È doveroso chiedere alla magistratura contabile di verificare se le enormi risorse pubbliche siano state utilizzate nel rispetto della legge e nell’interesse generale o se esista il rischio concreto che si stia producendo un danno alle finanze dello Stato. Il Mezzogiorno continua ad avere bisogno di ferrovie moderne, strade sicure, trasporti efficienti e servizi di qualità: sono questi gli investimenti che possono creare lavoro e ridurre i divari territoriali”..