martedì, 1 Dicembre 2020

Ad Acicastello aumenta imposta soggiorno, ira degli albergatori contro Drago

Albergatori contro il Drago ad Acicastello. Non certo quel Drago creatura mitico-leggendaria dai tratti solitamente serpentini percepita nell’immaginario collettivo di tutte le culture, in quelle occidentali come essere malefico portatore di morte e distruzione e in quella orientale come creatura portatrice di fortuna e bontà, bensì quel Filippo Drago, sindaco del comune ionico tra Catania e  Acireale.

A scatenare le ire l’aumento del 150% dell’imposta di soggiorno ad Acicastello definito da Nico Torrisi, titolare dell’Hotel Baia Verde e presidente di Federalberghi Sicilia, “un tradimento e uno schiaffo al buon senso”.

“L’aumento voluto da Drago – scrive Torrisi nella sua pagina facebook – è stato approvato dal Consiglio Comunale senza l’appoggio della maggioranza ma con la stampella di pezzi di opposizione, apparentemente supina e altrettanto disinteressata alle sorti delle imprese del territorio. La situazione di crisi pare sia lampante per tutti – aggiunge Torrisi – fuorché forse per il sindaco Drago e la sua Giunta, cui basterebbe leggere copia dei bilanci delle aziende o ascoltare i sindacati dei lavoratori. Al contrario, il Consiglio Comunale di Acicastello ha modificato il regolamento dell’imposta di soggiorno inserendo due stagionalità e applicando, poi, incrementi del 100% e 150% con effetto immediato e decidendo al posto della Giunta un incremento addirittura superiore a quello dichiarato dal sindaco e, comunque, con importi più alti della Città di Catania e, persino, di Taormina”.

“Possiamo solo dire vergogna – gli fa eco Ornella Laneri, titolare dello Sheraton e presidente di Confindustria Sicilia Alberghi e Turismo – ancora una volta viene evidenziata la cecità di chi dovrebbe amministrare la cosa pubblica con lungimiranza e attenzione verso quelli che non sono solamente i maggiori contribuenti, ma che garantiscono occupazione e indotto (taxi, bar, posteggi, ristoranti). Premettiamo – ricorda la Laneri – che in questi anni i ricavi derivanti dalla tassa di soggiorno ad Acicastello non sono mai andati in servizi destinati ai turisti  ma per spazzatura e pagamento della tratta Catania/Acicastello dell’autobus cittadino. In questi mesi abbiamo preso parte a innumerevoli riunioni della commissione tassa di soggiorno per definire l’ eventuale aumento della stessa, che ad oggi è di 1 euro per persona per notte fino a 3 notti: io ho dato il suggerimento di creare due stagionalità che permettessero di mantenere la cifra invariata in bassa stagione ed applicare un aumento accettabile, di 50 centesimi, in alta stagione.

Oggi, su pressione dello stesso sindaco, che aveva  mostrato disponibilità oltre che apprezzamento verso le imprese – quelle turistiche – che in maniera massiva riempiono le casse del comune, sono state approvate sì due stagionalità ma con la quota, in alta, di 2.50 euro: il 150% di aumento e un importo superiore a Catania ed Acireale. Questo – conclude Ornella Laneri – causerà perdita certa di clientela. Il tutto per coprire un quasi inevitabile dissesto finanziario”.

L’intero comparto alberghiero auspica dunque un immediato intervento della giunta comunale perché riveda una scelta scriteriata, né condivisa né condivisibile. Dal canto loro, Federalberghi e Confindustria Turismo ribadiscono la ferma volontà di difendere in ogni sede la sopravvivenza delle aziende turistiche ricettive alberghiere e dei loro dipendenti, i cui posti di lavoro sarebbero messi in serio pericolo da questa amministrazione.

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