Dalla rotaia al pedale: ecco la nuova Ciclovia del Belìce
05 Gennaio 2026, 11:00
Parte dalla Sicilia occidentale un nuovo modello di rigenerazione sostenibile: dai binari dismessi alla mobilità dolce con l’avvio ufficiale del tratto Partanna–Salaparuta della Ciclovia del Belìce, un progetto che trasforma le ex linee ferroviarie a scartamento ridotto in un grande itinerario ciclabile tra storia, natura e cultura.
L’attuale tratto della Ciclovia si snoda lungo il tracciato ferroviario a scartamento ridotto della ex Linea Castelvetrano – Burgio, con interventi puntuali su tutto il tratto Partanna, Santa Ninfa, Gibellina, Poggioreale e Salaparuta, passando per paesaggi agricoli e siti iconici come il Cretto di Burri. A questi tratti si conta di aggiungere in tempi brevi Castelvetrano e Santa Margherita di Belice.
Allo stesso tempo il GAL ha provveduto alla manutenzione straordinaria della Ciclovia già esistente in territorio di Menfi e che è stata realizzata sulla ex Linea Castelvetrano – Porto Empedocle. In totale sono stati messi in funzione circa 40 km di Ciclovia.
L’obiettivo è valorizzare territori interni e marginali attraverso la mobilità dolce e il cicloturismo, in chiave sostenibile e sistemica e realizzare in tempi rapidi una Ciclovia che non avrebbe confronti nel mondo poiché collegherebbe tre Parchi Archeologici di rilevanza mondiale, come Segesta, Selinunte e la Valle dei Templi.
Il progetto nasce, per volontà del GAL Valle del Belice, dalla collaborazione attiva dei Comuni del Belice (con Capofila Santa Ninfa) con RFI – Rete Ferroviaria Italiana, che ha concesso l’utilizzo dei sedimi ferroviari dismessi per la creazione della ciclovia. Un modello virtuoso di recupero del patrimonio infrastrutturale abbandonato, oggi rigenerato in chiave turistica e ambientale.
Una volta definiti gli accordi di affidamento il GAL Valle del Belice ha progettato e realizzato la Ciclovia in tempi record e chiudendo i lavori entro i tempi previsti dalla Programmazione. Non tutti i tratti sono stati inseriti, poiché in alcuni casi (Ponti e gallerie) le opere di messa in sicurezza richiedevano impegni di gran lunga superiore, ma in ogni caso già adesso gran parte del tracciato è utilizzabile dai cicloturisti.
L’intervento dell’ammontare complessivo di 807 mila euro è stato finanziato nell’ambito del PSR Sicilia 2014–2022 – Programma LEADER, PAL “Valle del Belìce 2020”, Misura 19.2, Progetto a Regia n. 5/2025 – CUP G42C23000600009, con il sostegno dell’Unione Europea.