domenica, 25 Ottobre 2020

Incoming e offerta enogastronomica: gli obiettivi della Strada Vino Valle Templi

Incoming e turismo di qualità. Questi gli obiettivi principali emersi durante il convegno “Vino, Sapori e unicità del territorio” organizzato sabato 1 giugno a Casa Sanfilippo ad Agrigento dalla Strada del Vino e dei Sapori della Valle dei Templi che riunisce 14 cantine, 6 oleifici, aziende agricole e strutture ricettive della provincia di Agrigento e Caltanissetta.

“In Italia – ha sottolineato Fabio Gulotta, direttore della Strada – arrivano in media 17 milioni di turisti attratti dal settore enogastronomico, di cui il 90% per il vino, generando flussi economici di cinica cinque miliardi di euro. Di questi 17 milioni, il Meridione percepisce meno del 7%, che dal Lazio in giù si spalma in altre otto regioni, tutto il resto rimane confinato tra Toscana, Piemonte e Trentino Alto Adige. La differenza non sta solo nei numeri ma nelle diverse strategie di marketing che hanno attuato queste regioni per fare incoming. Ecco perché il primo vero obiettivo di questa associazione sarà fare incoming”.

Tra i punti di forza messi in evidenza dal presidente della Strada Luigi Bonsignore un’offerta produttiva unica dal vino all’olio. “Queste terre sono molto vocate per la produzione del Nero d’Avola e non è un caso che i nostri vini rappresentino le migliori espressioni del varietale. La nostra missione – conclude – sarà non solo quella di portare in auge questo vitigno ma legarlo al brand Valle dei Templi e a tutte le bellezze monumentali e paesaggistiche che si trovano nei 250 chilometri di Strada”.

Sulla tutela del paesaggio è intervenuto il direttore del Parco Archeologico Giuseppe Parello. “Il paesaggio si può tutelare solo vivendolo, animandolo e, soprattutto, essendo un paesaggio agricolo, coltivandolo. La possibilità – afferma – che il brand Valle dei Templi possa essere utile al territorio è per noi motivo ulteriore di orgoglio considerando il suo potenziale attrattivo (dai 550 mila nel 2012 a 950 mila visitatori registrati nel 2018) e ciò che contiene in termini culturali e archeologici legati alla produzione vitivinicola: ci sono almeno due strutture nel parco che erano deputate alla trasformazione dell’uva. Infine – termina Parello – vorremmo rilanciare la reintroduzione della vite dei Normanni attraverso una borsa di studio”.

Sull’unicità della Sicilia e sul vitigno come strumento di valorizzazione del territorio è intervenuto Vincenzo Cusumano direttore dell’IRVO, Istituto Regionale del Vino e dell’Olio.

Sull’importanza della collaborazione e delle risorse umane ha insistito Florinda Saieva del Farm Cultural Park di Favara: “Siamo riusciti a far diventare la nostra città una delle tre attrazioni del territorio dopo la Valle dei Templi di Agrigento e la Scala dei Turchi. Dobbiamo tradurre il desiderio di fare in fattibilità, sappiamo di avere potenzialità e ne dobbiamo prendere coscienza e attivare degli strumenti”.

E, a proposito di strumenti, Francesca Tomasi, analista finanziario di KRESCO, partner del progetto ha proposto soluzioni di mobilità a sostegno di un turismo ecosostenibile come ad esempio il car sharing.

News Correlate