domenica, 16 Maggio 2021

Intesa Sutera-Università Palermo per rilanciare sito archeologico

Un nuovo tassello si aggiunge al percorso di valorizzazione delle bellezze naturalistiche, paesaggistiche e storico-culturali del territorio si Sutera: è stato esteso il protocollo d’intesa tra il Comune di Sutera e l’Università di Palermo riguardo il sito Archeologico di San Marco.

Una prima intesa era stata stipulato l’11 luglio 2020, al Dipartimento di Scienze di base e applicate dell’Università degli Studi di Palermo, grazie all’interessamento di Giuseppe Montana, docente di Scienze della Terra e del Mare. Il Protocollo era stato stipulato tra il Comune di Sutera, il proprietario del sito Vincenzo Turone e l’associazione GOD per la salvaguardia, tutela e valorizzazione della Cappella di San Marco e del territorio circostante, meglio nota come Santuario Rupestre.

Si tratta di un risultato storico per l’intera comunità suterese e certamente pone le basi per lo sviluppo e l’implementazione di un nuovo modello di sviluppo turistico, fondato su azioni concrete e concertate tra diversi attori (pubblici e privati) e finalizzato, nel caso di specie, alla creazione di un percorso tematico interamente dedicato al gesso.

L’idea è quella di mettere a sistema le peculiarità naturalistiche, paesaggistiche, artistiche e storiche che insistono nel territorio di San Marco che, oltre ad ospitare la già nota Cappella Rupestre, conserva i ruderi di un vecchio sito per la lavorazione del gesso (la c.d. Carcara) ed uno splendido abbeveratoio interamente ricavato da un unico masso ed alimentato da una sorgente d’acqua che sgorga direttamente dalle falde delle collina soprastante.

A Montana è stata affidata la supervisione e l’interpretazione delle analisi diagnostiche propedeutiche all’intervento di Restauro presso il Santuario Rupestre di San Marco, che verrà eseguito da Belinda Giambra. Importantissimo è anche il lavoro che sta svolgendo Geolab S.r.l., in collaborazione con la start-up innovativa l-Art srl per il riconoscimento dei pigmenti pittorici degli affreschi della Cappella San Marco a Sutera. Si tratta di misure “non distruttive” quindi eseguibili in situ senza necessita di prelevare campioni.

“L’allargamento del protocollo di intesa anche all’Università di Palermo, testimonia il fatto che quella imboccata è la strada giusta da continuare a seguire per valorizzare il pizzo di San Marco dal punto di vista archeologico, naturalistico, botanico e mineralogico”, dice il Presidente della G.O.D. Pino Chiparo.

Grazie alla creazione di questa rete di attori pubblici e privati è stato raggiunto per la prima volta nella storia di Sutera l’obbiettivo di preservare gli affreschi della Cappella di San Marco e di mantenerli per le generazioni future.

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