Piazza Armerina, bufera sul Palio dei Normanni


Il Palio dei Normanni di Piazza Armerina è stato rimosso da tutti i circuiti nazionali di rievocazione storico cavalleresche 2026. Lo ha annunciato il coordinatore del progetto nazionale giostre, quintane e pali d’Italia, Roberto Parnetti spiegando che “la decisione è motivata dall’assenza di riscontri a una serie di mail inviate da agosto 2024, a cui l’amministrazione comunale non ha risposto”. Parnetti contesta anche una serie di presunte anomalie nella conduzione del palio che costa ogni anno quasi 400 mila euro, di cui 230mila di fondi regionali e il resto presi dal 3% dai tributi comunali della Città dei Mosaici.

“Il nostro Palio è perfettamente dentro le norme dello statuto che risponde ai criteri del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste”, ribatte Dino Vullo, dal 2019 coordinatore del Palio.

L’amministrazione, guidata dal sindaco Nino Cammarata, in un Comune in dissesto, ha dato mandato a un legale per salvaguardare l’immagine del Palio.

Ed è polemica dalle opposizioni anche per la decisione di utilizzare un contributo regionale di 30 mila euro, da utilizzare per progetti destinati a rafforzare coesione sociale e partecipazione giovanile, per coprire il cachet di un attore famoso, che sarà svelato nei prossimi mesi, chiamato a fare da padrino alla 71esima edizione di agosto del Palio dei Normanni. Per il Pd quei soldi spesi così “lascerebbero a secco i quartieri che partecipano al Palio” ma per l’assessore comunale al Turismo Ettore Messina sono “un investimento per promuovere il Palio”.

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