sabato, 16 Gennaio 2021

Pozzallo non teme l’effetto sbarchi: la stagione turistica regge

Continuano gli sbarchi dei migranti a Pozzallo. Ma qui l’accoglienza non è mai stata messa in dubbio. Il sindaco, Luigi Ammatuna, è stato sempre un sostenitore dell’operazione Mare Nostrum e non si tira indietro adesso, anche se quella in arrivo “è un’emergenza che non possiamo affrontare da soli”, dice. Ma nonostante l’allarme, in paese la vita scivola serena, senza che alcuno si dica preoccupato: “tanto – sintetizza un anziano pescatore – li portano via subito, a volte neanche ci accorgiamo che sono arrivati”. I negozianti sembrano tranquilli: “la sicurezza – spiega un rivenditore di apparecchiature – non è cambiata. Non c’è preoccupazione per questo, ma per la crisi”. E sulla crisi economica insistono soprattutto gli albergatori che chiedono una campagna pubblicitaria adeguata e infrastrutture.
In paese aumentano russi, francesi e inglesi. Una famiglia statunitense con figlio capelli biondo oro sul passeggino guarda ammirata il mare e il Bastione di Pozzallo: “Immigrazione? Non so, qui è beautiful, very nice…”.
A pozzallo c’è un “Mare Nostrum” che non ha niente a che vedere con l’operazione di soccorso dei migranti in mare: è un B&B, fondato nel 2006, adesso diventato affittacamere. Vicino al mare, non distante dalla spiaggia dalla quale si vede il porto dovo sbarcano le navi cariche di extracomunitari. E’ gestito da Enrico Caruso, 42 anni, con trascorsi nel settore a Manchester, subentrato al padre. “Il nome? Non ci crea problemi – afferma divertito – non c’è un effetto negativo. E poi – precisa sorridendo – noi avevamo chiamato la struttura Mare Nostrum prima del dispositivo in mare. Mai avuto problemi per la denominazione, tranne con un mio cugino albergatore. Gli piace farmi scherzi telefonici…”.
Così come Caruso gli albergatori di Pozzallo non segnalano un calo importante di turisti, soprattutto stranieri. “Certo – ammette il titolare di un altro hotel – le famiglie con figli che sentono dire che a Pozzallo sbarcano migranti e immaginano la città possa essere pericolosa decidono di andare altrove. Ma la stagione regge”.

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