Weekend alla scoperta di 11 Borghi dei Tesori
20 Maggio 2026, 10:24
Sono 11 i comuni coinvolti il terzo e ultimo weekend del Borghi dei Tesori Fest, il progetto della Fondazione Le Vie dei Tesori e dell’associazione Borghi dei Tesori, in programma sabato 23 e domenica 24 maggio. Con un piccolo progetto satellite, Borghi dei Tesori Food & Craft, percorsi e siti unici dove gustare salumi pluripremiati, formaggi Dop, vini unici e dolci antichi che paiono fatti dagli angeli. Un festival nel festival che unisce enogastronomia e artigianato in alcuni dei piccoli comuni che fanno parte della rete dei Borghi. L’iniziativa è cofinanziata dall’assessorato regionale delle Attività Produttive nell’ambito di “Sicilia che piace”.
Sarà possibile scoprire alcuni dei borghi anche con i bus in partenza da Palermo: sabato si va a Camporeale e Montevago; e domenica a Montevago e Partanna, fermandosi anche ai ruderi di Gibellina.
Apriranno le porte sei piccoli comuni del Palermitano (Bisacquino, Chiusa Sclafani e Giuliana sul filo di un inedito itinerario religioso; poi Camporeale, Prizzi e San Mauro Castelverde); nel Messinese si salirà fino a Frazzanò, nel cuore della Sicilia orientale a Licodia Eubea e Cassaro, e al limite estremo della Sicilia occidentale, Montevago e Partanna.
Partanna, la new entry dell’anno, è un comune dalla bellezza inattesa che per questo suo debutto ha costruito esperienze particolari come vero pranzo contadino in cui si gusteranno ricotta e vastedda appena preparate dai pastori, olio evo e pane fatto in casa. L’antica Barthannah fu feudo dei potenti Grifeo per mezzo millennio, poi fu colpita dal terremoto che spazzò via il Belice.
Poco distante c’è Montevago dove i segni del terremoto sono ancora profondi e visibili. Una passeggiata conduce ai ruderi della Chiesa dei SS. Pietro e Paolo, la Matrice restituita alla comunità dopo impegnativi lavori di messa in sicurezza. Un secondo tour si srotola tra i murales colorati sui ruderi del paese devastato.

Tre borghi del palermitano sono andati anche oltre la rete e hanno costruito un percorso teatralizzato che si concluderà con prodotti a km0: Chiusa Sclafani, Bisacquino e Giuliana, solo domenica dalle 10 alle 16, raccolgono il filo dei miracoli costruendo un unico spettacolo diffuso. Inizia Chiusa Sclafani dove sarà rievocato, nel centro del paese, il misterioso dialogo tra una donna e un piccolo crocifisso miracoloso; nella chiesa di Sant’Antonio si rappresenterà il primo miracolo, che conduce alla chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, gioiello del Quattrocento.
Bisacquino ha invece preparato la sua rievocazione sul sagrato del Santuario di Maria SS. del Balzo dove si racconta il prodigio della Madonna che resuscita un pastore. Dopo la teatralizzazione, si visita il santuario seicentesco, con un eremo scavato nella roccia.
Giuliana accoglie nel cortile del Castello di Federico II dove cavalieri e dame in costume rievocano il miracolo del 1837, quando la Madonna dell’Udienza liberò il borgo dal colera. E ricorderanno che nella chiesa del Carmine c’è una Madonnina miracolosa in alabastro. I tre borghi si visitano con un unico coupon, ma ci si muove in autonomia.

A Camporeale ogni esperienza ha un sapore: qui una storica cantina apre le porte per una visita ai vigneti e una degustazione di due vini a sorpresa; si prepara la “pignoccata”, si gusta la mortadella che ha più premi delle cugine bolognesi o la celebre salsiccia insaporita con il sale marino di Trapani e Marsala.
Bisogna salire parecchio per raggiungere Prizzi, borgo di origini greche che gli archeologi identificano nell’antica e imprendibile Hippana, la città sulla Montagna dei Cavalli. È stata organizzata una passeggiata per i vicoli del borgo che conserva ancora intatta la struttura araba: vie strette e cieche, anguste scalinate, i “muntateddi”, piccoli cortili, slarghi e archi di pietra.
Se volete assaggiare un dolce a forma di fiore, dovete raggiungere San Mauro Castelverde, il borgo degli archi (ben 66!) e degli orologi solari.
Un balzo che prende tutta la Sicilia per arrampicarsi a Frazzanò e scoprire l’antichissima abbazia dei monaci basiliani immersa in una faggeta sui Nebrodi ma anche le chiese nel borgo – la Matrice dedicata all’Annunziata, San Lorenzo Confessore – e Palazzo Fragale con gli arredi originali di inizio ‘900, i salotti di conversazione e gli appartamenti privati di una famiglia legata ai Savoia.

Licodia Eubea si stringe invece attorno al castello dei Santapau (oggi ridotto a ruderi), ma è anche ricca di chiese seicentesche, e possiede un ricco museo archeologico che conserva reperti dall’Età del Rame.
A Cassaro, infine, la più piccina, saranno riattivati i forni di pietra delle due chiese dove un tempo la comunità cuoceva il pane. E si farà di nuovo: impastare farina, acqua, lievito e sale per dar forma a pagnotte sincere, da consumare poi tutti insieme attorno ad un’unica tavolata in piazza.
