A Siracusa i turisti crescono più che in Sicilia


A Siracusa i dati 2025 fotografano un territorio in crescita a ritmi quasi doppi rispetto alla media regionale siciliana: 676.759 arrivi (+9,3%), oltre 2,1 milioni di presenze (+11,2%), impatto economico superiore al 4% del PIL, stranieri al 57,1% (Stati Uniti primo mercato, seguiti da Francia, Germania, Regno Unito e Spagna). Il gap competitivo della provincia con la Sicilia è di +4,9% sugli arrivi e +10% sulle presenze.

Numeri sciorinati all’Urban Center di Siracusa nel corso dell’incontro promosso da CNA Artigiani Imprenditori d’Italia per un’analisi quantitativa condivisa del sistema turistico provinciale.

Dalla ricerca emergono però tre criticità strutturali che frenano però lo sviluppo pieno del potenziale: il 94,2% degli arrivi si concentra in soli 5 comuni; il 70,4% delle presenze in soli cinque mesi (con il 55% dei contratti a tempo determinato); la totale assenza di una strategia turistica condivisa tra i 21 comuni della provincia, con marketing frammentato e nessun interlocutore unico per gli operatori.

Per questo motivo, CNA ha presentato ai sindaci del territorio una proposta di governance pubblico-privata strutturata – DMO provinciale o forme equivalenti di coordinamento – articolata in quattro linee: destagionalizzazione programmata (obiettivo: dal 70,4% al 61-65% di presenze estive entro il 2030); valorizzazione dell’entroterra (dal 5,9% all’8-10% delle presenze provinciali);
governance equilibrata degli affitti brevi (6.513 CIR/CIN attivi, 29% delle presenze);
rete rafforzata degli operatori privati con il protagonismo delle associazioni di categoria.

Con un coordinamento strutturato, la provincia può raggiungere entro il 2030 680.000 arrivi e 466 milioni di euro di impatto economico (+39%), con 21.400 occupati.

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