mercoledì, 30 Novembre 2022

Trattoria fiorentina stanca del ‘no-show’ mette la caparra obbligatoria

Il ‘no-show’ è la pratica di prenotare ad un ristorante e non presentarsi. Per far fronte a questo annoso fenomeno l’Insolita Trattoria Tre Soldi di Firenze ha preso una decisione drastica. In 6 mesi il danno derivante dal no-show è arrivato a 64mila euro e quindi il titolare e chef Lorenzo Romano ha pensato a questa soluzione: ha inserito la prenotazione con caparra obbligatoria di 55 euro a persona.
“Tra chi prenotava per poi non presentarsi e chi veniva con oltre un’ora di ritardo il fenomeno c’è sempre stato, ne ho memoria sin da quando ho iniziato a lavorare, quindici anni fa. Negli ultimi anni però è aumentato parecchio, perché il vizio che finora era soprattutto dei turisti esteri adesso ha contagiato anche la clientela italiana. I rumor dicono che nelle città turistiche è ormai prassi prenotare più locali insieme per poi presentarsi in quello più comodo, in base al resto degli impegni della giornata. Per ristoranti che hanno pochi coperti come noi il danno è doppio: all’attività, che resta con un tavolo vuoto, e agli altri clienti che prenotano e magari trovano tutto completo perché il tavolo è stato bloccato da personaggi irriguardosi”.
Il titolare de Insolita Trattoria di Firenze ha scelto di inserire una caparra obbligatoria di 55 euro per disincentivare il no-show, con garanzia di rimborso totale in qualsiasi momento, seppur con diverse motivazioni: fino a 48 ore è previsto il rimborso della cifra, oltre quella scadenza il ristorante dà al cliente che disdice un voucher da utilizzare entro 3-6 mesi.
“Ho un ristorante con pochi posti – insiste Lorenzo Romano – e ho bisogno che chi prenota mi garantisca la sua presenza. In fondo è un accordo reciproco, un ‘patto’ col cliente: io mi impegno a riservargli uno dei miei pochi tavoli e a offrirgli i miei servizi, ma lui deve impegnarsi a presentarsi il giorno e l’ora a cui ha riservato il tavolo”. Tra le scuse più strane che Lorenzo Romano si è sentito rivolgere, “persone che non si sono presentate e dopo essere state chiamate al telefono hanno risposto di essere lì fuori alla ricerca di parcheggio. Oppure quelli che confessano di essersi addormentati sul divano, quelli del ‘dieci minuti e siamo lì’ e quelli che ricorrono a scaricabarile come ‘non è venuta la babysitter’. Ma il campionario è lungo”.

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