giovedì, 15 Aprile 2021

Cammino da via Francigena a Costa degli Etruschi, c’è anche Cecina  

Il Comune di Cecina (Livorno) ha aderito, insieme ad altri 10 comuni, al progetto del ‘Cammino dalla via Francigena alla Costa degli Etruschi’. L’obiettivo è investire sul turismo escursionistico e sostenibile andando a riqualificare percorsi esistenti e inserendoli all’interno di una rete regionale. L’itinerario, spiega una nota, di circa 170 km, lascia la via Francigena per immergersi nei boschi della Val d’Elsa e poi della Val di Cecina. Il cammino sarà percorribile in entrambi i sensi e i suoi estremi saranno le stazioni ferroviarie di Certaldo e di Cecina. Il percorso segue l’antica via romana e medievale Salaiola, che collegava le saline di Volterra con Firenze e sui avveniva il trasporto del sale a dorso di mulo. Questa antica via, utilizzata già nel periodo Etrusco, costituisce un elemento storico e paesaggistico di grande interesse, poiché è rimasto sostanzialmente immutato nel tempo. La traversata dalla Via Francigena al mare attraversa trasversalmente l’Alta Val di Cecina e, dopo la riserva naturale di Caselli, giunge al borgo carducciano di Bolgheri, dal quale, lungo il monumentale viale dei cipressi, si può scendere verso la costa, presso l’omonima riserva naturale. I Comuni firmatari del protocollo e che adesso stanno lavorando alla progettazione sono, oltre a Cecina, Certaldo e Gambassi Terme in provincia di Firenze, San Gimignano (Siena), Volterra, Montecatini Val di Cecina, Pomarance, Monteverdi, Castelnuovo Val di Cecina, in provincia di Pisa, Bibbona e Castagneto Carducci, ne Livornese.
“Il cammino della via Francigena – sottolinea il vicesindaco di Cecina Antonio Giuseppe Costantino – vede ogni anno la presenza di turisti da ogni parte del mondo, da oltre 60 paesi abbracciando una fascia d’età molto ampia, dai più ai meno giovani. La stima dei camminatori del 2019 è di 50mila persone che hanno anche usufruito dei servizi di accoglienza lungo il percorso. Sono numeri che fanno ben comprendere la potenzialità di questo tipo di turismo sostenibile, ancor di più oggi che a causa della pandemia”. 

 

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