A La Thuile la neve diventa avventura con skialp e ciaspole
05 Marzo 2026, 10:45
Fermarsi ad ascoltare il silenzio dell’alta quota, oppure avanzare nella neve fresca al ritmo dei propri passi: a La Thuile l’esperienza outdoor è un incontro ravvicinato con il lato wild del Monte Bianco, in equilibrio tra emozione e responsabilità.
Skialp: tre itinerari, tre modi di vivere la salita
Lo scialpinismo, oggi disciplina olimpica, rappresenta l’essenza di questo approccio: salire con le proprie forze, prima di lasciarsi andare alla discesa. Una pratica che insegna a leggere il terreno, a interpretare la neve, a conoscere i propri limiti e metterli alla prova. A La Thuile è possibile farlo in un contesto naturale straordinario. Qui la libertà non è mai improvvisazione e lo skialp è molto più di uno sport, è un dialogo continuo con se stessi e con l’ambiente.
Sul lato wild del Monte Bianco, lo scialpinismo si può vivere in due modalità complementari: da un lato, seguendo il percorso tracciato e segnalato nell’ambito del progetto Nouvelles Liaisons Transfrontalières (Les Suches – Colle Belvedere), ideale per un approccio graduale; dall’altro, due itinerari di diverso livello (Colle San Carlo – Colle della Croce / Les Suches – Mont Valaisan) che conducono nel cuore più selvaggio della montagna, dove esperienza e capacità di valutazione diventano fondamentali, sempre nel rispetto delle regole di sicurezza.
1. Les Suches – Colle del Belvedere: progetto Nouvelles Liaisons Transfrontalières
È il percorso ideale per un primo approccio. Si parte dai 2.200 metri di Les Suches, nei pressi dell’arrivo della telecabina DMC, e si sale al Colle del Belvedere (al confine con la Francia) lungo un tracciato battuto di 3,6 km con 382 metri di dislivello positivo. La pendenza è regolare, il percorso è in totale sicurezza perché gestito dagli impianti di risalita e permette così di concentrarsi sul gesto tecnico e sul piacere della salita, con lo sguardo che si apre dal ghiacciaio del Rutor fino al Monte Bianco.
2. Colle San Carlo – Colle della Croce
Qui si entra in un ambiente più selvaggio. Dal parcheggio del Colle San Carlo (1.951 m) si attraversano boschi di larice, abete rosso e pino cembro, seguendo in parte il tracciato estivo verso il Lago d’Arpy. Il dislivello positivo è di circa 450 metri. Tecnicamente non complesso, ma non segnalato ufficialmente: è fondamentale saper valutare il manto nevoso e il rischio valanghivo. Il Colle della Croce regala un panorama privilegiato, con ampia veduta sul Monte Bianco, una vera balconata naturale (questo itinerario fa parte della 6^ edizione di Skialp’xperience).
3. Les Suches – Mont Valaisan
Itinerario per sciatori esperti. Dopo il primo tratto battuto fino al Colle del Belvedere, si prosegue in ambiente d’alta quota lungo un tratto fuoripista, si percorre l’aerea cresta che conduce a Punta Bella Valletta e su pendii anche ripidi fino al Mont Valaisan, con un dislivello positivo complessivo di circa 700 metri. A seconda delle condizioni, può essere necessario utilizzare i ramponi. Qui servono ottima tecnica, preparazione fisica e piena consapevolezza dell’ambiente alpino.
Che si tratti di un percorso introduttivo o di un itinerario per esperti, alcune regole non cambiano: consultare sempre il bollettino valanghe regionale, dotarsi di ARTVA, pala e sonda, pianificare con attenzione e affidarsi alle guide alpine del territorio, professionisti che conoscono profondamente questi versanti e che sanno accompagnare ogni escursionista, anche il più navigato, nella scelta dell’itinerario più adatto alle condizioni del momento. La tecnologia, dalle mappe digitali agli strumenti di tracciamento, è un supporto prezioso, ma non sostituisce mai il giudizio e l’esperienza.
Ciaspole: oltre lo sci, passo dopo passo
Accanto allo scialpinismo, La Thuile invita a vivere la montagna con le ciaspole: qui non sono ‘solo passeggiate’, ma immersioni vere tra boschi, valloni e prospettive aperte, in scenari che raccontano il lato più wild del Monte Bianco. Le proposte si adattano a livelli e desideri diversi: dal cammino panoramico facile alle escursioni più strutturate, sempre dentro ambienti ampi e suggestivi che si svelano passo dopo passo. Camminare con le ciaspole significa entrare in contatto diretto con la neve, respirare aria pulita e raggiungere angoli che spesso restano fuori dalle rotte più battute – con la sensazione, rara, di avere spazio intorno. E, come per lo skialp, anche qui vale la regola d’oro: la libertà nasce dalla consapevolezza. Scegliere itinerari adatti al proprio livello, informarsi sulle condizioni e, quando serve, affidarsi a guide esperte sono dettagli che fanno la differenza tra una semplice uscita e un’esperienza davvero appagante, da vivere in tranquillità.
In più, molte winter walk sono già mappate su komoot e sull’app Espace San Bernardo, con tracce GPS, dislivelli e tempi di percorrenza: strumenti utili per pianificare ogni uscita con precisione, e godersi la montagna in modo sicuro.
1. Ciaspolata a Petosan
Un itinerario ad anello di circa 2 km con 70 metri di dislivello, perfetto per chi si avvicina per la prima volta alle ciaspole o desidera un percorso adatto anche alle famiglie. Si sviluppa tra larici e ampi pascoli, offrendo splendide viste sul Monte Bianco, sul Dente del Gigante e sulle Grandes Jorasses.
2. Ciaspolata alla prima cascata del Rutor
Partendo dal parcheggio di Preylet, questo percorso segue il torrente Rutor tra boschi e incantevoli formazioni di ghiaccio fino alla balconata panoramica sopra la cascata principale. Non è particolarmente tecnico ma richiede attenzione nella lettura del percorso invernale, con ritorno lungo lo stesso tracciato.
3. Ciaspolata a Mont du Parc
Percorso ad anello di media difficoltà, con partenza dal parcheggio di Les Granges, che si snoda tra boschi di larice e suggestivi punti panoramici sulla valle. Un itinerario equilibrato, ideale per chi cerca una ciaspolata varia e immersa nella natura.