Giornata internazionale dei ghiacciai, alla scoperta di quello della Val Senales


Il Ghiacciaio della Val Senales è uno dei più noti dell’arco alpino anche perché luogo di ritrovamento della mummia più antica del mondo: Ötzi. La mummia fu rinvenuta tra queste cime nel 1991 da una coppia di turisti tedeschi durante un’escursione in montagna nella zona del Giogo di Tisa, a 3.210 metri, ed è conservata al Museo archeologico dell’Alto Adige a Bolzano, all’interno di una cella frigorifera appositamente progettata. Tuttavia, sul luogo del ritrovamento esistono oggi diverse opportunità per conoscere questa antica vicenda e i luoghi ad essa collegati, sia con installazioni e opere d’arte sia con itinerari unici.

Una delle più recenti installazioni è la piattaforma dedicata a Ötzi, dalla quale si gode di un meraviglioso panorama a 360° su tutta la regione. Questa costruzione è orientata verso il luogo del ritrovamento e si chiama Iceman Ötzi Peak; è posta a 3.251 metri sulla cima Croda delle Cornacchie (Grawand), dalla quale si possono ammirare 126 vette sopra i 3000 metri appartenenti a 3 diverse nazioni (Svizzera, Italia e Austria).

L’installazione Our Glacial Perspectives dell’artista danese Olafur Eliasson si trova sempre sul Grawand, a oltre 3.200 metri ed è raggiungibile a piedi dalla stazione a monte della Funivia del Ghiacciaio, percorrendo un sentiero di 400 metri. Lungo il tragitto, si incontrano 9 portali che rappresentano la durata delle ere glaciali, mentre, al termine del percorsosi trova una grande sfera chiamata Pavillon, utilizzata anche come strumento astronomico. La sfera, di vetro e acciaio, è dotata di anelli di diverse dimensioni che permettono di seguire gli spostamenti del sole. Questi anelli sono composti da 700 vetri azzurri che permettono di seguire il solstizio estivo, l’equinozio d’autunno e di primavera e il solstizio d’ inverno. Da qui si può determinare l’orario in base alla posizione del sole.

Tante le opportunità per scoprire il ghiacciaio, a piedi, con le ciaspole o con gli sci. Per lo sci alpino c’è l’Alpin Arena Senales, il comprensorio che si estende tra i 2.011 e i 3.212 metri di altitudine e offre 42 km di piste e 11 impianti di risalita ed è ideale per chi vuole sciare in libertà lontano dal turismo di massa. Per le altre attività outdoor ce ne sono due particolarmente significative.

La più spettacolare: l’escursione alla grotta di ghiaccio

In questo caso si sale prima in funivia fino a 3212 metri, poi, si attraversa il ghiacciaio del Giogo Alto, ammirando le bellezze dei paesaggi circostanti e scoprendo tante curiosità del passato. Il momento più bello dell’escursione è una bellissima grotta di ghiaccio, a circa 2.800 metri. All’interno c’è molta luce e le pareti sono talmente lisce che sembrano create artificialmente. Stalattiti di ghiaccio lunghe alcuni metri pendono dalla volta centrale e le pareti brillano di vari colori. Dopo aver visitato la grotta e dopo un meritato riposo nel solitario luogo, il sentiero prosegue fino al Rifugio Bella Vista e, in seguito, fino alla baita Teufelsegg (si tratta di un’escursione circolare). Poi, con la seggiovia Roter Kofel si raggiunge il punto di partenza, il paese Maso Corto.

Photo credits @ Natalie Tumler

La più impegnativa: Ötzi Glacier Tour

L’escursione presso il luogo del ritrovamento di Ötzi al Giogo di Tisa, a 3210 m s.l.m. di quota, è senz‘altro il momento più affascinante di questa escursione sul ghiacciaio. Il ritrovo è a Maso Corto e poi si sale sul ghiacciaio in funivia. Dalla stazione a monte, Grawand (3.205 m) si prosegue attraverso il Ghiacciaio Giogo Alto (2.800 m), fino alla Croda Nera e al giogo Hauslabjoch (3.280 m). Quindi, discesa con gli sci fino al Giogo di Tisa (3.210 m) dove fu ritrovata la mummia di Ötzi. Dopo una breve sosta, ritorno allo Hauslabjoch e discesa con gli sci lungo la valle Hochjochtal; infine, rientro a Maso Corto.

La Val Senales sta contribuendo alla salvaguardia del ghiacciaio, contrastandone il ritiro. Per la sua conservazione vengono investiti molto lavoro e molto denaro e ogni primavera sono prodotti oltre di 250.000 m³ di neve artificiale, distribuiti sul ghiacciaio o raccolti in riserve. Quest’ultime, insieme a gran parte dell’area del ghiacciaio, circa 7 ettari, sono poi ricoperti con i cosiddetti “geotessili” durante i mesi estivi. La neve artificiale viene stesa sull’area da coprire; teloni di 70×5 metri sono srotolati, cuciti insieme a mano con una macchina e fissati con pesi in modo che i teloni non scivolino. Questi teloni contribuiscono ad aumentare l’effetto albedo e, quindi, riducono in modo dimostrabile lo scioglimento del ghiacciaio, facendo scomparire la neve artificiale prima che il ghiacciaio venga intaccato. Una parte di quest’acqua da fusione viene poi restituita al ciclo naturale dell’acqua stessa. Il resto viene utilizzato per generare elettricità verde per il funzionamento degli impianti.

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