Boom di cancellazioni a Venezia: appello degli albergatori. Capodanno a -50%

“Venite a Venezia. Troverete una città bellissima e sostenibile, che in poche ore è tornata alla normalità”. L’appello arriva dall’Associazione Veneziana Albergatori per scongiurare il danno che le immagini della città sommersa ha avuto sui turisti di tutto il mondo.

“Da metà novembre – racconta il presidente AVA, Vittorio Bonacini – viviamo un calo di prenotazioni senza precedenti, con una flessione che non si è registrata nemmeno dopo l’attentato alle Torri Gemelle. Nel primo mese abbiamo avuto un picco del 45% di disdette con un’emorragia anche nei primi mesi del 2020, tra cancellazione di eventi, convegni e altri appuntamenti programmati in città fino a primavera. Se il Natale non è mai stato un periodo da tutto esaurito – prosegue – un dato eclatante è quello del Capodanno: lo scorso anno l’occupazione era al 100%, quest’anno è sotto il 50. L’acqua alta è un fenomeno ordinario passeggero, che da sempre fa parte della vita dei veneziani – prosegue Bonacini – Ma quella marea ha raggiunto un livello eccezionale per una coincidenza rarissima di 4 fattori assolutamente sporadici e straordinari. Quello che non si racconta è che tutta quella violenza è durata un’ora e mezzo, che dopo tre ore la marea ha lasciato Venezia e che la città si è rapidamente riappropriata della sua vita”.
Il calo drastico delle prenotazioni tocca le 400 strutture di albergatori dell’AVA ma anche B&B e a catena ristoranti, commercianti, artigiani e tutto l’indotto del settore turistico e riguarda in particolar modo, ma non solo, il mercato americano e inglese, che con i francesi, dice il direttore AVA, Claudio Scarpa, “rappresentano circa il 40% del fatturato turistico della città'”.

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