Herculaneum, apertura speciale della Casa dell’Albergo


È una domus privata, una delle più estese finora riportate alla luce, l’unica nell’antica Herculaneum dotata di un quartiere termale: è la Casa dell’Albergo, il cui nome deriva da un’erronea identificazione dell’edificio al momento dei parziali scavi ottocenteschi, risale al I secolo a. C., si affaccia sul mare, ed è comunemente nota per il suo peristilio e l’ampio giardino con pomarium, ovvero un frutteto, tuttora ben conservato.

Quell’ambiente con le terme al suo interno, ha aperto in via straordinaria lo scorso weekend, in occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia. Un tesoro inesplorato che apre uno squarcio ulteriore su usi e abitudini degli antichi abitanti, sui sistemi di riscaldamento di ambienti adibiti al relax e al benessere fisico. L’ingresso principale porta all’atrio, al cui interno si scorgono i resti dell’impluvium mentre sul lato destro si apre il quartiere termale composto da un apodyterium, una sorta di sala in cui i fruitori delle terme adagiavano le vesti, decorata con pannelli verdi.

Adiacente, il tepidarium, con pannelli in rosso scuro separati tra loro da fasce verdi e blu con dentro motivi floreali e poi il calidarium in cui vi è un frammento in mosaico bianco e nero con delfini, mentre il resto del pavimento è andato perduto: sono rimaste le suspensurae che lo sopraelevavano per permettere il riscaldamento a ipocausto e in fondo una vasca per il bagno di acqua calda.
Nei vani di servizio delle Terme di Ercolano, le caldaie venivano alimentate senza sosta per garantire la produzione costante di aria e acqua calda.

In origine, prima della costruzione dell’acquedotto, l’impianto era rifornito d’acqua tramite un pozzo dotato di una noria, ovvero una ruota elevatrice. Gli addetti al fuoco e all’acqua operavano in spazi piccoli e stretti, a diretto contatto col calore dei forni: un lavoro logorante, fisicamente molto impegnativo. L’aria calda, generata dall’accensione dei fuochi nei locali di servizio, circolava poi sotto i pavimenti e all’interno delle pareti, riscaldando gli ambienti e le vasche termali.

Aperte, in via straordinaria anche le Terme Centrali, grande complesso con una sezione maschile e una sezione femminile ma soprattutto le Terme Suburbane situate sulla Terrazza di Marco Nonio Balbo, ben conservate e al momento area di cantiere.

(photo credits @Ansa)

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