Hotel termali spingono l’economia territoriale


Gli hotel del Bacino termale euganeo rappresentano molto più di semplici strutture ricettive, ma sono il fulcro di un sistema economico complesso, capace di attivare una vera e propria filiera territoriale integrata: questa la fotografia che emerge da una ricerca promossa da Federalberghi Terme Abano Montegrotto e realizzata da Ciset con il Research Department di Intesa Sanpaolo.

Secondo i dati dell’indagine presentati ad Abano Terme, il Valore aggiunto del termalismo euganeo – la filiera dell’hospitality a confronto – l’85,9% del valore dei pagamenti verso i fornitori, al netto dei pagamenti per le utenze, è diretto a realtà del Veneto e la provincia di Padova concentra il 70% dei flussi verso i fornitori. Seconda regione per flussi di fornitura è la Lombardia (6,2%) seguita da Emilia-Romagna (2%) e Trentino-Alto Adige (1,3%). Nel complesso, la distanza media dei fornitori è pari a 41 km.

Significativa anche la percentuale di forniture durature, quasi un terzo, tra rapporti strategici (presenti per più di 6 anni, complessivamente pesano il 12,3%) e forniture abituali (4-6 anni che pesano il 19,5%) con picchi massimi nei beni e servizi per l’accoglienza, dove superano il 22%. La ricerca ha coinvolto un campione molto rappresentativo – 78 strutture, il 75% del totale – incrociando dati quantitativi sulla rete di fornitura con le rilevazioni di una survey somministrata agli albergatori.

“Gli hotel del bacino termale euganeo – spiega Walter Poli, Presidente di Federalberghi Terme Abano Montegrotto – non sono realtà isolate, ma veri motori di sviluppo locale. La capacità di attivare una filiera così radicata nel territorio significa generare valore non solo per le imprese alberghiere, ma per un’ampia rete di attività che spaziano dall’agroalimentare a “km zero” ai servizi, dall’artigianato alla manutenzione, tutti settori in cui i nostri imprenditori trovano nelle aziende di eccellenza del territorio dei partner privilegiati in grado di garantire qualità e con cui instaurare rapporti continuativi. Investire nello sviluppo del turismo nel bacino euganeo vuol dire quindi sostenere non solo il settore più rilevante del territorio, ma l’intero ecosistema economico”. Ecco che accanto alla presenza dei 103 hotel del territorio mappati dalla ricerca – con una capienza media di 169 posti letto e 17mila posti letto complessivi – si affianca quella del tessuto di imprese locali dell’indotto. Per Sergio Bava, direttore commerciale imprese Veneto Ovest e Trentino A.A. di Intesa Sanpaolo, “il termalismo euganeo si conferma una leva strategica di sviluppo sostenibile per il territorio”.

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