Le biolaghi ridisegnano l’offerta ricettiva in Emilia-Romagna
06 Luglio 2026, 09:45
In Emilia-Romagna, lo sviluppo dei biolaghi e delle biopiscine – specchi d’acqua balneabili purificati esclusivamente tramite sistemi di fitodepurazione biologica e filtrazione meccanica, senza l’apporto di cloro o agenti chimici – sta evolvendo da scelta isolata a vero e proprio asset di attrazione turistica. Il trend investe sia i progetti di rigenerazione urbana sia la pianificazione delle strutture ricettive extra-alberghiere, intercettando una domanda di mercato orientata alla sostenibilità ambientale.
La mappatura dell’offerta regionale evidenzia casi di eccellenza distribuiti lungo l’asse della Via Emilia, capaci di integrare queste infrastrutture verdi nei pacchetti commerciali sia per gli ospiti interni sia per i visitatori giornalieri esterni. In Valsamoggia, l’agriturismo Corte d’Aibo presidia il segmento con un biolago storico circondato da vigneti, mentre nel parmense le strutture SacreTerre (Lesignano de’ Bagni) e Alleluja Country House & Glamping (Pellegrino) associano la balneazione naturale a posizionamenti specifici, come i soggiorni pet-friendly e le riserve di biosfera MAB UNESCO. L’integrazione di queste soluzioni risponde alla necessità di qualificare l’offerta outdoor e accrescere il valore percepito della destinazione.
La diversificazione del prodotto balneare alternativo tocca anche il ferrarese con l’agriturismo Ai Due Laghi (Gambulaga), strutturato attorno a bacini controllati di origine romana, e il territorio forlivese. Qui, l’agriturismo La Siba a Forlì combina il biolago a percorsi di orti terapeutici e vasche finlandesi commercializzati tramite pacchetti benessere, mentre a Bagno di Romagna il centro di ecologia applicata L’Autosufficienza sfrutta una biopiscina sviluppata su tre livelli per supportare le attività dei propri retreat dedicati alla salute olistica. L’investimento in queste tecnologie biologiche consente alle aziende del comparto di ridurre i costi di gestione legati ai prodotti chimici tradizionali e di qualificare il proprio brand sul mercato dell’ecoturismo internazionale.