domenica, 17 Ottobre 2021

Federcongressi, un seminario sull’evento come rischio

Analizzate la responsabilità e i rischi nella realizzazione di un evento

Martedì 5 giugno si è svolto il primo incontro della serie Short Focus-on, promosso dalla delegazione regionale lombarda di Federcongressi&eventi, coordinata da Mauro Zaniboni. ‘L’evento come rischio’, era il tema di questo primo appuntamento e verteva sull’aspetto della responsabilità dell’organizzatore di eventi e di tutti i fornitori e partner coinvolti. Con esempi pratici si sono chiarite responsabilità, possibili rischi, eventuali coperture assicurative. Il seminario è stato facilitato da Lorena Bossolesi, componente della delegazione, e condotto dall’Avvocato Agostina Delle Fave, che ha affrontato il tema con un approccio costruttivo.
“Il rischio di un evento – ha detto – in genere è convogliato sugli organizzatori, perché protetti dalla polizza assicurativa RC per TO e adv. Ma è riduttivo ritenere che essa possa dare adeguata protezione all’organizzatore di eventi, il quale presenta casi tipici esclusi dal raggio d’azione di questa polizza. Non copre, infatti, i danni causati a terzi per deterioramento o distruzione delle cose e/o delle strutture”.
“Si può adottare una RCT specifica per danni causati dalle competenze professionali. È studiata specificamente per l’organizzatore di eventi, che ha necessità di essere coperto da incidenti alle cose  lasciate in custodia, o dai danni causati dal deterioramento delle cose e delle sedi o ancora dai danni che gli ospiti potrebbero provocare alla location. Un ulteriore livello è costituito dalle polizze RCO, di responsabilità civile verso i prestatori di lavoro: anch’esse sono specifiche per gli organizzatori di eventi e vanno a coprire i rischi procurati dai prestatori d’opera, dipendenti ma soprattutto non dipendenti. Infine, il più raffinato livello di garanzia è la polizza RC professionale, che tutela l’organizzatore nella maniera più esclusiva e diretta a evitare il rischio di cadere nel giro dei danni, laddove si interrompesse la filiera delle responsabilità e restasse solo la figura dell’organizzatore a dover pagare per tutti”. 

 

 

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