Settimana della Natura, il turismo guarda alla rigenerazione dei territori
18 Maggio 2026, 10:49
Dal 18 al 24 maggio torna la Settimana della Natura, l’iniziativa promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che riunisce i principali appuntamenti internazionali dedicati alla biodiversità e al turismo sostenibile. Un’edizione che arriva in un momento particolarmente favorevole per il comparto turistico italiano, dopo il record di quasi 891 milioni di presenze registrate nel 2025 e con oltre 100 milioni di presenze attese nel primo quadrimestre del 2026.
Al centro del dibattito non c’è più soltanto la riduzione degli impatti del turismo, ma la capacità delle destinazioni di restituire valore ai territori e alle comunità locali. Un cambio di paradigma che porta sempre più attenzione verso il cosiddetto turismo rigenerativo.
Su questo fronte si inserisce l’esperienza di Travelware, startup bolognese premiata all’ITB di Berlino con il riconoscimento ‘Best Regenerative Tourism Platform’ ai PATWA International Travel Award 2026 e inclusa tra le 300 startup e PMI più innovative d’Italia secondo Fondazione Italia USA.
“Sostenibilità e rigenerazione non sono sinonimi – spiega Michele Zavoli, founder e CEO di Travelware – Il turismo sostenibile punta spesso a compensare gli impatti negativi, mentre quello rigenerativo mira a lasciare un beneficio concreto ai territori, dalle infrastrutture sociali alla tutela degli ecosistemi. Ogni visita dovrebbe contribuire a generare valore per la comunità ospitante”.
Secondo Zavoli, la differenza tra i due modelli riguarda soprattutto il ruolo dei residenti nella gestione delle destinazioni: “La rigenerazione richiede strumenti che permettano alle comunità di partecipare in modo continuo alle decisioni sul proprio territorio e di misurare il valore restituito nel tempo”.
In questo contesto Travelware ha sviluppato Travelhive, piattaforma che integra intelligenza artificiale e blockchain per favorire la partecipazione attiva delle comunità locali nella gestione delle destinazioni. Residenti, operatori e associazioni possono contribuire attraverso testi, immagini, documenti e messaggi vocali, anche in dialetto, successivamente elaborati dall’intelligenza artificiale e certificati tramite blockchain per garantire tracciabilità e proprietà condivisa dei dati.
In Italia la startup ha già avviato una collaborazione con Assidema, Associazione Nazionale Destination Managers Italia, con l’obiettivo di attivare progetti pilota in diverse regioni. I primi utilizzi della piattaforma riguardano tavoli di lavoro e incontri dedicati al turismo territoriale, trasformati in spazi di confronto continuativo aperti alle comunità locali.
Parallelamente, l’azienda ha realizzato un archivio digitale di circa 3,5 milioni di pagine dedicate alle destinazioni italiane, coprendo quasi 390 aree storico-culturali del Paese. L’obiettivo è integrare i dati raccolti online con il contributo diretto delle comunità, creando strumenti di conoscenza condivisa a supporto della governance turistica.