AIAV: estate in ripresa ma ‘last minute’ e prudente

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AIAV ha pubblicato i risultati di una survey condotta su un campione di 700 agenzie associate per tracciare il bilancio consuntivo della primavera e le previsioni per l’estate 2026. I dati evidenziano un mercato caratterizzato da una forte contrazione iniziale – l’86% del campione ha registrato cali fino al -50% durante i ponti primaverili – seguita da un progressivo recupero delle prenotazioni a partire da giugno e dai primi giorni di luglio, con un ritorno marcato alle vendite last minute.

“I dati ci dicono che, fortunatamente, gli italiani non hanno smesso di viaggiare, ma che decidono con maggiore prudenza. Aspettano fino all’ultimo momento e cercano soluzioni sicure e affidabili. La crisi del Golfo ha contribuito a riportare al centro il valore percepito delle agenzie di viaggio: molti viaggiatori partiti in autonomia si sono trovati bloccati, esposti a disagi importanti e senza un interlocutore in grado di assisterli tempestivamente – ha spiegato Fulvio Avataneo, presidente AIAV – Il turismo organizzato sta affrontando una stagione lenta, condizionata dalla geopolitica, dai costi in aumento e dal potere di spesa ridotto delle famiglie, ma resta il presidio più efficace per trasformare una domanda instabile in viaggi reali. La ripresa è timida ma c’è, e passa dalla capacità di leggere in tempo reale i comportamenti del cliente e di offrire soluzioni flessibili”.

Sotto il profilo della segmentazione del prodotto e delle destinazioni, la programmazione estiva si concentra prevalentemente sul corto e medio raggio. Circa il 75% delle agenzie segnala ottime performance per Spagna, Grecia e Mare Italia, con un trend positivo per l’Egitto e per il turismo di prossimità nazionale (in crescita per l’84% del campione, inclusi i segmenti lago e montagna). Tengono le crociere, mentre sul lungo raggio si assiste a una polarizzazione: flettono gli Stati Uniti e tengono mete come Kenya e Thailandia, le cui prenotazioni si stanno però concentrando sulle partenze autunnali e invernali (da ottobre in avanti). Un dato strutturale emerso dall’indagine riguarda il ruolo delle coperture assicurative, ormai assimilate come componente fissa e non più opzionale del pacchetto turistico da parte della totalità delle agenzie intervistate.

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