Abusivismo vale fino al 15% del mercato adv: Assoviaggi e Aiav plaudono alla BDVA

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Gli operatori turistici plaudono all’avvio della Banca dati agenzie di viaggio e tour operator (BDAV), presentata dal Ministero del Turismo. L’introduzione di un codice identificativo nazionale riservato alle sole imprese in regola rappresenta una richiesta che le associazioni del settore portano da anni ai tavoli ministeriali.

Secondo le stime dell’Ufficio Economico Confesercenti, l’attività esercitata senza autorizzazione assorbe tra l’11% e il 15% del mercato, determinando un significativo danno per le imprese che operano nel pieno rispetto delle regole.

“La banca dati è lo strumento che chiedevamo da anni e il ministero è riuscito a metterlo in campo -dichiara Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi Confesercenti -. Adesso conta la fase applicativa: serve vigilare perché l’obbligo del codice arrivi anche sui canali social e sui siti web dove, oggi, una quota rilevante dei viaggi viene proposta e venduta. Per Assoviaggi – prosegue il presidente – il percorso passa anche dal pieno allineamento fra la nuova banca dati e gli archivi regionali, camerali e comunali, condizione perché i controlli diventino sistematici. Assoviaggi – conclude Rebecchi – raccoglie da anni segnalazioni con il proprio Sportello Anti-Abusivismo e le mette a disposizione del Ministero. La banca dati, inoltre, è uno strumento utile, in particolare, per i consumatori che possono scegliere a chi rivolgersi per organizzare il viaggio o la vacanza in modo più sereno e consapevole”.

Soddisfazione è stata espressa anche da Cesare Foà, presidente Advunite: “La nostra associazione plaude all’ottimo lavoro di tutti i funzionari del ministero del turismo e delle associazioni tutte, che insieme hanno contribuito a rendere pubblico la “BDAV” (Banca Dati delle Agenzie di Viaggio autorizzate). Il tema delicato è spiegare all’utente finale che comprare un viaggio da soggetti non autorizzati (e non agenzia di viaggi abusiva) comporta grossi problemi, sia personali dove potrebbero non trovare ciò che hanno comprato e quindi subire una truffa, sia legali, perché favoriscono l’evasione fiscale. In alcune regioni il tema era più forte e sentito, riuscendo ad avere risultati più immediati: in Campania dopo anni di totale immobilismo, insieme ad Atex, siamo stati i primi a chiedere di concertare con la Prefettura di Napoli un tavolo sulle infiltrazioni mafiose e camorristiche nel turismo e nella ristorazione”.

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