L’estate 2026 consacra l’Heritage Travel, business ‘a doppio senso’ per le adv
17 Luglio 2026, 10:40
Il turismo delle radici non è più soltanto un fenomeno passivo di incoming legato alla diaspora degli italo-discendenti nel mondo. Nell’estate 2026, l’Heritage Travel si sta consolidando come un trend di consumo bidirezionale e di forte interesse per la distribuzione turistica, spingendo sempre più italiani a pianificare viaggi all’estero per riscoprire le proprie origini familiari. A tracciare i contorni di questo segmento è MyHeritage, piattaforma globale di genealogia e analisi del DNA, che negli ultimi cinque anni ha registrato in Italia un vero e proprio boom, con le vendite dei kit di tracciamento genetico più che raddoppiate (+134%).
Se da un lato il flusso degli stranieri di origine italiana verso il nostro Paese continua a crescere, dall’altro lato i test genetici stanno svelando agli italiani un patrimonio ancestrale incredibilmente variegato. I dati storici di MyHeritage rivelano infatti che, sebbene il 76,1% degli utenti presenti una componente genetica italiana, il profilo biologico nazionale è un mosaico di influenze: il 57% mostra connessioni con l’area “greca e italiana meridionale”, il 41% con la penisola iberica, il 33% con l’Europa nord-occidentale, mentre più di un italiano su cinque vanta legami storici con il Nord Africa (20,7%) o con i Balcani (20,2%).
Queste contaminazioni culturali e genetiche si riflettono direttamente sulle scelte di viaggio degli italiani, traducendosi in prenotazioni verso mete a forte valenza identitaria come Grecia, Spagna, Albania e Croazia. Per gli operatori del turismo, la genealogia digitale e il turismo delle radici si trasformano così in una preziosa leva di marketing: un’opportunità per costruire pacchetti di viaggio altamente personalizzati e dal profondo valore emotivo, capaci di guidare il cliente non solo verso una destinazione di vacanza, ma verso la riscoperta della propria storia familiare.