domenica, 1 Agosto 2021

Assoturismo: ok a parity rate, ora governo pensi a tassa di soggiorno

“Finalmente una scelta che ha premiato la libertà di mercato. Un mercato che la richiede fortemente e che ha fatto proprio della libertà tariffaria, ove possibile, la sua forza”. Così il presidente di  Assoturismo Claudio Albonetti commenta l’approvazione da parte della Camera del provvedimento che consente agli hotel di praticare prezzi più bassi rispetto alle offerte degli intermediari online, come Booking.com.

“Siamo sulla buona strada – sottolinea Albonetti – ma per realizzare un reale cambiamento resta il problema della tassa di soggiorno che va  trasformata da gabella medievale in vera tassa di scopo. L’Italia prenda esempio dalla Francia, da Parigi in particolare e dall’accordo tra Comune e Airbnb con cui il gruppo californiano si è impegnato a prelevare direttamente la tassa di soggiorno sul conto corrente dei turisti.
Si tratta di un accordo che potrebbe essere esteso anche alle destinazioni turistiche italiane, garantendo  possibili nuovi vantaggi anche per le nostre categorie ricettive, costrette a subire una concorrenza sleale dai tanti esercenti abusivi che utilizzano le piattaforme online per vendere camere o posti letti senza autorizzazione.
Dopo la parity rate, chiediamo dunque al Governo – conclude il presidente di Assoturismo –  di trasformare la tassa di soggiorno in una tassa destinata a favorire servizi e infrastrutture turistiche, incentivando accordi con noi operatori del settore per implementare quelle innovazioni strutturali che da tempo chiediamo. Al turismo nazionale servono risposte vere”.

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