Caputi: obiettivo non è avere più turisti ma generare valore


“Il nostro obiettivo non è avere semplicemente più turisti. Il nostro obiettivo è generare più valore. Più valore per le imprese. Più valore per i territori. Più valore per il lavoro. Più valore per le comunità che accolgono. Perché è questo che distingue un Paese turistico da una grande industria turistica”. Lo dice il neo presidente di Federturismo Confindustria Massimo Caputi nel suo primo intervento all’assemblea pubblica della federazione. Secondo Caputi per troppo tempo abbiamo identificato il turismo con i turisti. “E’ come identificare l’automotive con gli automobilisti. Noi dobbiamo affermare una visione diversa. Il turismo è imprese, professionalità, investimenti, filiere. È lavoro. È crescita. È innovazione. È una grande industria nazionale”.

Caputi ha definito l’Italia una “superpotenza culturale globale”, sottolineando però la distanza tra potenziale e risultati: “Abbiamo il più forte potenziale di attrazione al mondo, ma dobbiamo trasformarlo in valore economico stabile, occupazione di qualità e crescita strutturata”. Per farlo, secondo il presidente, serve un cambio di approccio: “Il turismo è un sistema industriale complesso: integra trasporti, ospitalità, servizi, cultura e territorio. Se non lo governiamo come una filiera, perdiamo competitività”.

Quindi Caputi, nel suo primo intervento in assemblea, ha delineato una strategia fondata su due direttrici fondamentali: “lo sviluppo dei nuovi turismi e la destagionalizzazione dei flussi”. “La sfida non è togliere valore alle nostre grandi destinazioni simbolo ed iconiche – Roma, Venezia, Firenze, Milano, Napoli – ma allargare le opportunità, perché l’intero Paese possa partecipare alla crescita del turismo e beneficiarne davvero, visto anche il trend mondiale di ricerca di esperienze”.

Il turismo immaginato nel 2030 è un “turismo destagionalizzato, attivo 365 giorni l’anno, più competitivo, più digitale, più sostenibile. Un turismo che genera valore diffuso, crea occupazione qualificata, attrae investimenti, spinge l’innovazione. Un turismo più forte, perché più moderno. Più moderno, perché più industriale” conclude Caputi.

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