Confindustria Nautica: sospensione non basta, a rischio 23 approdi turistici

“Disattese le aspettative, nel decreto Milleproroghe non ha trovato spazio la soluzione per il contenzioso sull’aumento retroattivo dei canoni demaniali dei porti turistici, lasciando a rischio la posizione di 2.400 lavoratori”. Confindustria Nautica rilancia la richiesta di una soluzione definitiva per risolvere il contenzioso sull’aumento dei canoni demaniali dei porti turistici stabilito dalla legge finanziaria del 2006 e contestato dai porti che si sono trovati davanti a cifre pesanti.

Per Saverio Cecchi, presidente di Confindustria Nautica, “la riscossione dei canoni illegittimi da parte dell’Agenzia delle Entrate (che prosegue nonostante tutte le sentenze favorevoli ai concessionari) avrà come esito il fallimento dei porti con conseguente cessazione dei canoni ordinari, degli incassi IVA e IRPEF oltre ai costi sociali generati”.

La proposta di transazione non è passata, e non basta il posticipo dal 30 giugno al 30 settembre del termine della sospensione dei pagamenti degli aumenti dei canoni, che permette di prendere tempo. “Salvata la stagione estiva, permane l’incertezza per le 23 marine e approdi turistici in contenzioso da ormai 13 anni” evidenzia Confindustria Nautica.

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