Dalle dimore storiche appello per patto pubblico-privato
17 Aprile 2026, 11:51
Il patrimonio culturale privato rappresenta una risorsa strategica per lo sviluppo economico e turistico del Paese, ma per valorizzarne appieno il potenziale è necessario rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato attraverso strumenti normativi più efficaci. È questo il messaggio emerso nel corso della 49ª Assemblea dell’Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI), intitolata ‘Patrimonio privato, valore pubblico: il ruolo delle dimore storiche per il sistema Paese’, che si è svolta al Teatro Argentina di Roma.
All’incontro, presieduto dalla presidente ADSI Maria Pace Odescalchi, hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni e del mondo della cultura e dell’economia, tra cui i ministri Francesco Lollobrigida e Carlo Nordio, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo e il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, insieme a esponenti di organizzazioni culturali e associative.
Durante l’assemblea sono stati presentati i dati del VI Rapporto dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato, che evidenziano il peso economico e sociale delle dimore storiche italiane. In Italia si contano circa 46 mila beni culturali privati, quasi il 30% dei quali situati in comuni con meno di 5 mila abitanti, dove rappresentano veri presidi culturali e identitari.
Il 60% delle dimore genera valore diretto attraverso attività legate a turismo, cultura e agricoltura, contribuendo anche all’occupazione giovanile. Nel 2024 queste realtà hanno accolto oltre 35 milioni di visitatori, grazie anche alle più di 20 mila dimore che organizzano eventi e aperture al pubblico.
Sul fronte della conservazione, l’85% degli interventi di manutenzione è autofinanziato dai proprietari, con una spesa media superiore ai 50 mila euro annui per bene. Gli investimenti complessivi nel restauro hanno raggiunto 1,9 miliardi di euro nel 2024, di cui 1,2 miliardi destinati a interventi straordinari.
Nel corso del dibattito è stata sottolineata la necessità di introdurre strumenti fiscali e normativi in grado di sostenere gli investimenti, tra cui l’estensione dell’Art Bonus anche ai beni culturali privati gestiti da fondazioni o realtà del terzo settore. Un’altra proposta riguarda la razionalizzazione dell’IVA per restauri e attività culturali, con l’obiettivo di rendere il sistema italiano più competitivo rispetto ad altri Paesi europei.
“Le dimore storiche sono oggi parte integrante del nostro sistema Paese, non solo per il loro valore culturale ma anche per il contributo concreto che offrono ai territori – ha detto Maria Pace Odescalchi –Creano occupazione, sostengono filiere produttive come il restauro, l’agricoltura e l’enogastronomia e promuovono un turismo responsabile che valorizza le aree interne e i centri minori”.
L’assemblea è stata inoltre l’occasione per proclamare i vincitori della VII edizione del Premio Tesi di Laurea ADSI. Il primo premio è stato assegnato agli architetti Elena Rizzico e Alessandro Piacentini del Politecnico di Milano per la tesi dedicata al recupero e alla valorizzazione di Palazzo Franco a Vicenza.
Il secondo premio è andato all’architetto Nicola Gigli per uno studio sull’architettura rurale dell’Appennino reggiano, mentre il terzo premio è stato attribuito a Concetta Sidoti Abate dell’Università di Palermo per una ricerca sulle case museo con un caso studio su Villa Piccolo di Calanovella a Capo d’Orlando.