Vacanza da dimenticare in UK, Booking risarcisce oltre 500 euro


Si è trasformata in un incubo la tranquilla vacanza all’estero di un gruppo di 10 persone di Firenze. Una disavventura in parte risolta da Codici, che ha permesso ai viaggiatori di ottenere un rimborso per le spese extra sostenute a causa dell’imprevisto che si è verificato. Un caso che si inserisce nella campagna di assistenza avviata dall’associazione per tutelare i consumatori che hanno problemi con la prenotazione effettuata presso Booking e che registra così un altro risultato positivo.

Tutto ha inizio ai primi di gennaio 2025, quando una cittadina fiorentina prenota un cottage a Carlisle, città del Regno Unito nella contea di Cumbria, per metà luglio. La prenotazione è per 10 persone, tra cui 4 minori. Il 23 giugno, data del termine della cancellazione gratuita, la prenotazione viene confermata e, contestualmente, viene addebitato l’intero importo, pari a circa 1.300 euro.

“Alla nostra assistita – spiega Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici – viene comunicata l’improvvisa indisponibilità della struttura per avvenuta vendita dal mese di maggio. Non avendo ricevuto alcuna notifica ufficiale da parte di Booking, la viaggiatrice contatta l’assistenza clienti della piattaforma, che conferma l’avvenuta cancellazione. Per rimediare, le viene promesso un rimborso extra fino a circa 500 euro per una sistemazione alternativa. È facile intuire la difficoltà della situazione creatasi, sia per il periodo dell’anno che per il numero di persone. La nostra assistita riesce comunque a trovare una sistemazione alternativa, da sola e con ulteriori disagi e costi, in quanto si trova ad oltre 1 ora di distanza dalla destinazione originaria ed il prezzo è di circa 1.700 euro. Il giorno successivo Booking rimborsa i soldi spesi per la prenotazione saltata, ma non fornisce ulteriore assistenza. È qui che si inserisce il nostro intervento. La restituzione delle somme spese per il cottage era il minimo che potesse avvenire. Chiaramente non poteva essere ignorato quanto accaduto dopo, ovvero la ricerca di un altro posto dove trascorrere le vacanze, i disagi patiti per lo stravolgimento del viaggio e le spese extra sostenute. Abbiamo inviato un reclamo ad agosto e finalmente il riscontro è arrivato. Booking ha riconosciuto alla nostra assistita la differenza di prezzo pagata tra la prenotazione originale e l’alloggio alternativo prenotato, e le spese extra del carburante”.

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