domenica, 15 dicembre 2019

Dimore storiche: estendere Art Bonus a tutti i beni culturali, sia pubblici che privati

ADSI, Associazione Dimore Storiche Italiane, ha seguito con apprensione l’evoluzione della situazione nella città lagunare. “La conta dei danni provocati dall’esposizione protratta, per oltre una settimana, all’acqua alta salmastra – ha affermato Giacomo di Thiene, presidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane – è appena cominciata, anche da parte dei proprietari dei beni culturali privati. È facile prevedere che l’impatto sulla stabilità di strutture architettoniche già fragili sarà considerevole, anche se non sempre immediatamente visibile. La situazione di Venezia, come di altre parti d’Italia, ad esempio la Liguria, così spesso flagellate da eventi atmosferici violenti, non si può più considerare straordinaria: è ormai necessario che tutte le parti interessate, sia pubbliche che private, cooperino nella definizione di un piano nazionale di interventi per la protezione del nostro patrimonio culturale, che, con il protrarsi della stasi economica, diventa una risorsa sempre più importante per il nostro Paese”.

ADSI ritiene che lo strumento dell’Art Bonus, proposto nel 2014 dal Ministero dei Beni Culturali, che prevede un credito di imposta al 65% per le imprese e i privati che destinano erogazioni liberali al sostegno e al restauro di beni culturali pubblici, abbia un’importanza strategica e la possibilità di attirare anche importanti finanziamenti esteri. Di fatto le somme di danaro versate dai singoli cittadini e destinate al salvataggio di monumenti e opere d’arte dovrebbero essere considerate alla stregua di imposte già versate.

“L’Art Bonus è uno strumento fondamentale per attirare capitali privati, per coinvolgere grandi mecenati ed imprese in un vasto programma di manutenzione del nostro patrimonio culturale – ha proseguito Thiene – Un programma nazionale che non punti solo a proteggere città come Venezia, note in tutto il mondo, ma anche singoli beni culturali situati in aree meno note, che tuttavia rappresentano un’attrattiva importante per quei territori. Pensiamo ad esempio ai piccoli centri e agli immobili storici gravemente danneggiati dai terremoti, in tante parti d’Italia. In generale è importante estendere lo scopo dell’Art Bonus a tutti i beni culturali presenti sul territorio nazionale, pubblici e privati, perché non esiste un patrimonio culturale di serie A e uno di serie B: tutti i beni culturali soggetti a vincolo, perché ritenuti di interesse storico-artistico, debbono poter aver accesso a strumenti per il finanziamento di interventi di restauro che puntino sia alla protezione, da circostanze “straordinarie”, sia alla loro manutenzione e valorizzazione. Altrimenti non sarà possibile garantirne la sopravvivenza né, tantomeno, quel recupero necessario per far sì che diventino elementi di richiamo non solo nelle città d’arte, ma soprattutto nei territori interni, in quei luoghi e borghi che grazie a questo patrimonio potrebbero rinascere”.

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