venerdì, 18 Settembre 2020

Bonisoli, ok a direttori stranieri nei musei ma devono essere bravi 

“A me piace pensare che un direttore debba essere bravo. Per struttura mentale, vorrei attenzione per gli italiani. Ma ragionare in base al passaporto mi sembra desueto, così come trovo provinciale che la scelta di uno straniero, solo perché straniero, sia segnale certo di modernità”. Lo dice il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, nella sua prima intervista al Corriere della Sera.     Parlando del programma, per quanto di sua competenza, osserva che “abbiamo la fortuna di basare l’attività di governo su un contratto, metodo rivoluzionario e rispettoso dell’elettorato. Nel contratto non c’è l’abolizione delle Soprintendenze, c’è il rafforzamento della tutela e della valorizzazione” Spiega poi che convocherà i soprintendenti per ascoltarne le difficoltà: “Meglio qualche viaggio all’estero in meno del ministro e qualche auto in più per le Soprintendenze”.

Il ministro definisce quindi “indubbiamente un fatto positivo” che lo scorso governo abbia stanziato più risorse, “ma in alcuni casi era meglio spendere diversamente i soldi. Penso alla 18 App, i 500 euro in buoni da far spendere ai diciottenni. Vale 200 milioni… Meglio far venire la fame di cultura ai giovani, facendoli rinunciare a un paio di scarpe”. Annuncia infine che “sto lavorando col ministro della Giustizia per un inasprimento delle pene per i reati contro il patrimonio culturale, annunciato ma mai realizzato”.

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