martedì, 27 Ottobre 2020

Franceschini: no all’accorpamento dei piccoli musei, sono pezzo d’identità italiana

“Non ci sono percorsi possibili di accorpamento dei piccoli musei, che sono un pezzo di d’identità del Paese”. Lo ha detto il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, durante la presentazione della ricerca di Boston Consulting Group per il Mibact, “Cultura: leva strategica per la crescita del Paese”.

“In un piccolo comune – ha aggiunto il ministro – il museo è profondamente radicato nel territorio. La storia del sistema museale italiano è esattamente questa”. Perciò “i piccoli musei vanno assolutamente difesi, salvaguardati, finanziati. Per quanto riguarda le risorse c’è un fondo di solidarietà che funziona da qualche anno, nel quale tutti i musei pubblici versano il 20% che va redistribuito per i piccoli musei. La strategia è valorizzarli, aiutarli, incrementare la loro attività scientifica, ampliare i loro orari d’apertura, magari coinvolgendo anche strutture di volontariato, per tenerli aperti e non accorparli”.

Quindi Franceschini ha parlato di Art bonus: “Prima era partito come intervento sui beni culturali e in uno dei passaggi è stato esteso al museo. Se doni 1000 euro al museo, vale la donazione non solo come intervento sul patrimonio, ma c’è la detrazione piena. Penso da questo punto di vista ci sia un problema di promozione, non servono norme nuove. L’incentivo fiscale, come sapete, è tra più alti d’Europa – ha aggiunto -. Il problema naturalmente è che le norme non producono un effetto immediato. Nei Paesi dove la filantropia o il mecenatismo sono così forti, gli incentivi fiscali ci sono da decenni. Io sono ottimista sulla crescita”.

 

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