venerdì, 14 Maggio 2021

Tassa Airbnb, divide ipotesi tassazione sugli affitti brevi

“Pensiamo sia importante aver considerato nella ‘manovrina di primavera’ l’introduzione di un meccanismo che consentirà la tassazione anche a chi offre alloggi turistici attraverso Airbnb”. Così Giorgio Palmucci, presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi, commenta la stretta fiscale che riguarderebbe gli affitti brevi sotto i 30 giorni, quella che tempo fa è stata ribattezzata la ‘tassa Airbnb’. Le ipotesi erano emerse nella legge di bilancio con emendamenti dello stesso Pd bocciati direttamente da Matteo Renzi. Questa volta si tratterebbe di un prelievo alla fonte della cedolare secca al 21%, già esistente ma che diventerebbe così obbligatoria. Le agenzie immobiliari o i portali internet, quindi anche Booking, agirebbero come sostituiti di imposta, girando il prelievo direttamente allo Stato.

“È innegabile che il mercato si stia arricchendo di forme alternative di accoglienza – sottolinea Palmucci – ed è impensabile voler arrestare un fenomeno così importante e contemporaneo legato alla share economy turistica. Quello che vogliamo, e che speriamo si attiverà già nei prossimi mesi con il meccanismo della cedolare secca, è il pagamento delle imposte anche a chi offre un soggiorno inferiore ai 30 giorni. Ora ci aspettiamo che l’articolo superi gli step successivi in Consiglio dei Ministri e in Parlamento per avviare un percorso di regolamentazione necessario al turismo, settore importante per l’intera economia del Paese”.

Al contrario Confedilizia chiede al governo di “non porre ostacoli, magari sotto dettatura di qualche categoria che ha paura della concorrenza, a chi in Italia tenta di trarre qualche minimo frutto da una forma di investimento, quello immobiliare, mortificato da una tassazione esasperata, contribuendo nello stesso a favorire il turismo e la crescita. Ricordiamo anzitutto che le persone fisiche che affittano per brevi periodi possono già oggi avvalersi della cedolare secca del 21%, in alternativa facoltativa all’ordinario regime Irpef. Se l’idea del Governo è quella di prevedere un meccanismo automatico di applicazione della cedolare, dobbiamo far presente che un obbligo in tal senso, privo di correttivi, porterebbe a un aumento di tassazione per i titolari di redditi molto bassi con alte detrazioni, che normalmente scelgono l’Irpef. Per il resto, auspichiamo che non venga riesumato il testo bocciato da Renzi lo scorso novembre, che conteneva una congerie di disposizioni (mal scritte) palesemente finalizzate ad ostacolare l’affitto”.

 

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