Ebola, ministero Salute allerta le compagnie aeree


Cresce la paura per l’epidemia causata in Africa dal virus Bundibugyo, variante di Ebola contro cui non sono disponibili ad oggi terapie o vaccini. Il virus si sta diffondendo nella Repubblica democratica del Congo (Rdc) anche se il rischio per gli altri Paesi, secondo l’Oms, resta basso.

Il ministero della Salute italiano, seguendo il principio della massima precauzione, ha emanato una circolare disponendo la sorveglianza sanitaria per il personale di ong e per i cooperanti che rientrano in Italia dalle zone colpite, allertando anche le compagnie aeree. Le misure di vigilanza riguardano il personale, sanitario e non, impiegato in attività di cooperazione o supporto sanitario o logistico impiegato nelle zone interessate dal focolaio, attualmente Congo e Uganda.
La procedura prevede un modello di dichiarazione sanitaria, contenente i dati personali della persona in arrivo – da sottoscrivere a cura del responsabile dell’Organizzazione – da inviare via email al Ministero della Salute con almeno 48 ore di anticipo rispetto alla partenza dalla zona affetta ed in cui si specifica che la persona non manifesta sintomi. E’ anche prevista una scheda anamnestica per la registrazione dei dati. Presso gli ambulatori degli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf) verrà quindi attivata una procedura di valutazione del soggetto rientrante che prevede la misurazione della temperatura.

Agli operatori provenienti da zone a rischio che non abbiano riportato alcun tipo di esposizione nei 21 giorni precedenti, o per i quali non sia possibile stabilire se l’esposizione sia avvenuta o meno, si raccomanda di attivare comunque la stessa sorveglianza dei contatti a basso rischio, basata sull’autosorveglianza quotidiana. Allertate le compagnia aeree, mentre in caso di insorgenza di sintomi durante il volo si prevede che l’aereo dovrà atterrare solo presso gli aeroporti sanitari di Fiumicino o di Malpensa.

Ad oggi, l’Oms segnala 131 morti e 513 casi sospetti in Congo. Due casi sono segnalati in Uganda ed un cittadino statunitense risultato positivo è stato trasferito in Germania. Al momento, comunque, l’Oms sconsiglia l’adozione di restrizioni ai viaggi o al commercio verso Congo o Uganda.

In direzione opposta, Gli Stati Uniti hanno invece sospeso il diritto di ingresso nel Paese ai cittadini non americani che negli ultimi 21 giorni sono stati nelle aree colpite da Ebola (Uganda, Repubblica Democratica del Congo, Sud Sudan), esortando i cittadini americani a non viaggiare nei paesi colpiti.

Nessun segno invece, rassicura l’Oms, di una estensione del focolaio di Hantavirus.

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