Fatturato hotel a -50%: ripartire con accorpamenti, interventi su patrimonio e liquidità imprese

“Nella migliore delle ipotesi quest’anno il settore del turismo subirà un calo del fatturato del 50%”. Lo ha detto Stefania Radoccia, Market leader Ey, in occasione del digital talk ‘Italia Riparte’, che prende le mosse dallo studio curato da Ey, con Cdp e Luiss Business School, dal titolo: “Settore alberghiero, scenari, impatti, prospettive per la ripresa”.

Sapendo che il settore del turismo è fortemente colpito dalla crisi e la peggior performance spetta proprio all’alberghiero. Radoccia fa presente che le stime sulla perdita del fatturato sono anche “conservative”, perché si basano “sulla riapertura delle strutture per la stagione estiva con un numero di visitatori identico in termini numerici a quello della scorsa estate, contando su un trade-off tra turismo internazionale e locale”. Oltre al fatturato c’è “un problema di patrimonio, per circa 3 miliardi, e di liquidità, con una riduzione di circa 2,5 miliardi di euro. – evidenzia Radoccia – Intervenire è necessario: con accorpamenti, iniezioni di liquidità e operazioni sul patrimonio”.

“Bisogna attrarre turisti attraverso una maggiore robustezza degli alberghi”, è la raccomandazione del capo economista di Cassa depositati e prestiti, Andrea Montanino, che rimarca: “l’economia italiana è molto frammentata, il settore alberghiero lo è ancora di più”, basti pensare che “solo il 5% degli alberghi italiani appartiene a un gruppo e che circa l’80% degli occupati negli alberghi italiani lavora in strutture con meno di 50 addetti, contro una media del 65%”. E secondo Montanino, la crisi oggi mostra che “non si può più andare avanti con una frammentazione eccessiva”.

Dunque, per il direttore della Luiss Business School, Paolo Boccardelli, è arrivato il momento di agire “sulla dimensione professionale” del settore turistico, cosa che “va a toccare la cultura imprenditoriale”, ecco perché “auspichiamo interventi per consentire il finanziamento di attività di formazione”, coprendo anche la sfera del digitale. La crisi determinata dal Covid deve segnare un’accelerazione verso “un’offerta turistica innovativa, con progetti condivisi che mettano insieme territori, strutture. Magari si può pensare, ad esempio, a un’app Visit Italy“, sottolinea Boccardelli. E poi c’è da “riscoprire percorsi turistici meno battuti, come i borghi”. Ma serve, spiega, “anche una campagna di comunicazione, volta al recupero della fiducia, si potrebbe lanciare un brand ‘Safe Italy'” rimarcando così la sicurezza offerta dalle strutture turistiche italiane.

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