Il turismo riapre ma non riparte, è polemica su chiusura ai flussi italiani

Saranno 7 milioni gli italiani che sceglieranno il mese di giugno per andare in vacanza, in un anno che per la quasi totalità sarà Made in Italy, anche per i vincoli posti alle frontiere da molte mete tradizionali come la Grecia, secondo un’analisi della Coldiretti su quanto avverrà a partire dal 3 giugno.

Ma c’è grande insoddisfazioni da parte di Federalberghi e Assoturismo. “Le frontiere hanno due porte” dice all’ANSA Marco Michielli, vicepresidente di Federalberghi e Confturismo secondo il quale “da un lato noi abbiamo sbagliato a dare un’immagine di catastrofe assoluta dell’Italia, come se il nostro paese fosse stato Wuhan e ci fossero i morti per strada. Dall’altra ci sono precisi interessi economici”. La questione vera, per il vicepresidente di Federalberghi è che “il governo deve farsi sentire a Bruxelles. I tedeschi nell’orientare l’opinione pubblica hanno consigliato la Turchia, la Tunisia, la Grecia, i paesi dove hanno grossi interessi”.

Che la ripartenza debba “riguardare tutti allo stesso modo” lo dice all’ANSA anche Vittorio Messina, presidente di Assoturismo. “Sentir parlare di corridoi turistici dalla Germania, Spagna e dalla ex Jugoslavia fa tanto male. L’Italia ha avuto il lockdown più lungo e ha seguito protocolli di sicurezza sanitaria più stringenti. Dovremo veicolare l’idea che viaggiare in Italia è più sicuro” spiega Messina. “Se ripartiamo lo facciamo tutti insieme anche perchè per il turismo la riapertura non coincide con la ripartenza. Nel mondo del turismo riapriamo, ma non ripartiamo. Ripartiremo a marzo 2021” sottolinea Messina.

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