Mazzi difende gli esami per guida turistica. Federagit replica
11 Giugno 2026, 11:20
“Certificare il maggior numero di professionisti qualificati, tutelare le guide abilitate, contrastare l’abusivismo e offrire ai turisti un servizio all’altezza dello straordinario patrimonio culturale italiano”. Sono queste, ha detto il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi rispondendo alla Camera ad un’interrogazione, le priorità individuate per l’organizzazione e la realizzazione delle prove di esame di abilitazione alla professione di guida turistica per le quali “il ministero si è al valso di Formez Pubblica Amministrazione, nato nel 1963, ente che affianca le amministrazioni pubbliche nei processi di modernizzazione dello Stato e nella gestione di procedure selettive”.
I test, ha spiegato Mazzi rispondendo all’interrogazione sulle iniziative in materia di esame nazionale per l’abilitazione all’esercizio della professione di guida turistica del gruppo parlamentare Azione – Popolari Europeisti Riformatori – Renew Europe, “si svolgono nel rispetto delle normative vigenti, in conformità all’accessibilità, alla congruità dei tempi di preparazione concessi, alla distribuzione territoriale delle sedi, alla chiarezza dei programmi e alla coerenza dei criteri valutativi”.
Mazzi ha ricordato che nel 2023 “è stata profondamente innovata la disciplina di tale professione, che, superando il precedente sistema basato su esami regionali, per la prima volta ha introdotto un sistema statale di abilitazione nazionale”. “Siamo intervenuti – ha spiegato – sia per trovare una soluzione ad un problema che si trascina da oltre dieci anni, sia per contrastare il dilagante fenomeno dell’esercizio abusivo della professione presso i più importanti luoghi della cultura”.
L’abusivismo, ha aggiunto il ministro, “non rappresenta soltanto una forma di concorrenza sleale nei confronti di chi opera nel rispetto delle regole. Può incidere sulla qualità dell’esperienza turistica, sulla trasparenza dei servizi offerti e sulla capacità di raccontare in modo corretto il valore dei nostri territori. A seguito dell’ultimo bando, c’è stato un aumento della percentuale dei partecipanti all’esame in rapporto al numero degli iscritti. Questo testimonia, da un lato, la grande esigenza del comparto e, dall’altro, che i candidati, forti dell’esperienza maturata con il primo test nazionale, sono arrivati maggiormente preparati”.
Dal canto suo, Federagit Confesercenti accoglie con favore la volontà del ministro di contrastare l’abusivismo e di certificare professionisti qualificati. Proprio per questo, però, l’associazione di categoria ritiene necessario ribadire alcune criticità emerse nell’organizzazione dell’esame.
“Non contestiamo l’ingresso di nuovi professionisti né la necessità di sessioni periodiche di abilitazione – sottolinea la presidente Micol Caramello -. La nostra preoccupazione è che questo esame, per modalità e tempistiche, non sia lo strumento più adeguato per verificare in modo approfondito le competenze richieste dalla professione”.
Programma, criteri e griglie di valutazione sono stati pubblicati il 20 maggio, appena sedici giorni prima della prova scritta del 5 giugno. Tempistiche così ridotte hanno reso difficile per i candidati prepararsi in modo adeguato e sollevano interrogativi sull’effettiva capacità della procedura di accertare il livello di preparazione richiesto.
“Abbiamo avuto l’impressione che il bando sia stato costruito ascoltando prevalentemente le esigenze di altri operatori della filiera turistica, come tour operator, agenzie di viaggio e società crocieristiche, mentre il contributo delle associazioni delle guide non è stato adeguatamente valorizzato”, osserva Caramello. “Nel corso dell’incontro del 29 aprile presso il Ministero ci è stata annunciata un’imminente pubblicazione del bando, senza che venissero condivisi contenuti e tempi della procedura, quando le decisioni apparivano ormai già definite. Abbiamo già chiesto al Ministro Mazzi un incontro urgente”.
“La creazione di nuove guide deve essere accompagnata da azioni concrete e continuative per garantire a chi opera oggi e a chi opererà domani di poter svolgere bene il proprio lavoro – conclude Caramello – L’obiettivo deve essere comune: formare professionisti preparati, tutelare chi lavora nel rispetto delle regole e offrire ai visitatori un servizio all’altezza dello straordinario patrimonio culturale italiano”.