venerdì, 7 Maggio 2021

Taxi in sciopero, la proposta di decreto non accontenta nessuno               

Sciopero dei taxi oggi in tutta Italia dalle 8 alle 22. E sono poche le auto bianche anche negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, anche se, a quanto si è appreso, è operativo il 40% delle auto tra tutte le sigle attive sullo scalo di Fiumicino. I passeggeri, per lo più stranieri, vengono informati ed indirizzati da personale aeroportuale verso i taxi disponibili, i pullman e verso il terminal ferroviario. Un presidio fisso con agenti di polizia è stato predisposto nella zona arrivi per controllare la situazione.

Uno sciopero che non si è riusciti a bloccare: la proposta presentata dal ministero dei trasporti, con una regolamentazione su ncc e auto bianche, infatti, non è bastata. “Prendiamo atto della buona volontà del governo di ripristinare il rispetto delle regole nel settore contrastando l’abusivismo – hanno spiegato i sindacati dopo aver ricevuto la proposta dal viceministro ai trasporti Riccardo Nencini – ma non ci sono le garanzie per dare tranquillità alla categoria”.

Secondo il ministero, il decreto, atteso dal 2010, affronta le competenze regionali e comunali in materia, le diverse disposizioni per i due servizi di taxi e noleggio con conducente, e prime regolazioni per l’utilizzo degli strumenti tecnologici. Le associazioni hanno apprezzato il metodo di lavoro ma si sono riservate di presentare osservazioni entro dieci giorni. Per quanto riguarda la riforma del settore, si attende l’approvazione della legge “Concorrenza” in cui è inserita la delega.

I ministeri stanno già lavorando alle proposte per il decreto legislativo, che potranno essere sottoposte al settore una volta definita la delega. Tra le misure previste dalla bozza del provvedimento c’è l’istituzione, presso il ced della Motorizzazione Civile del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di un archivio informatico nazionale di soggetti titolari di autorizzazioni di noleggio con conducente e di licenza per servizio. La bozza del decreto interministeriale Mit-Mise prevede che “l’archivio telematico – viene spiegato – è popolato da remoto dagli enti locali competenti al rilascio delle autorizzazioni e delle licenze”. Il testo contempla  inoltre che “nei comuni in cui è istituito il servizio taxi non è consentita, in assenza di una prenotazione di trasporto” agli ncc “la sosta su strada”. Tra le novità figura inoltre “l’apertura, con regolamentazione”, alle “piattaforme tecnologiche che pagano le tasse in Italia”.

Una proposta di decreto che Uber ha definito “molto deludente perché non guarda al futuro ma limita ulteriormente il mercato confondendo le regole e riuscendo a non accontentare alcuna delle parti coinvolte”. “Una vera riforma – spiega Uber – dovrebbe aprire a nuove soluzioni di mobilità per i consumatori, anche a basso costo, mentre questa proposta fa esattamente l’opposto e rischia di lasciare senza lavoro decine di migliaia di professionisti del noleggio con conducente”.

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