Ue, servono più fondi e nuovi strumenti per ridare fiato alla cultura

Eventi cancellati, concerti sospesi, manifestazioni interrotte, musei e cinema con serrande abbassate. La cultura, messa a dura prova a causa della pandemia di coronavirus, cerca di rialzare la testa e riflette sul rilancio pensando a nuovi strumenti ed fondi che possano dare una boccata di ossigeno e superare la crisi. Il settore corrisponde a “quasi il 4% del pil nella Ue”, ha ricordato la commissaria per la Cultura Mariya Gabriel. E proprio in ragione del suo enorme valore economico la commissaria ha chiesto maggiore cooperazione “per vedere come mobilitare altri strumenti” e per fare comprendere quanto sia “importante” fornire sostegni. Una richiesta avanzata a tutti i settori della società ma anche agli stati membri dell’Unione affinché possano essere identificate le modalità per trovare fondi, strumenti e sinergie.

Da Sabine Verheyen, presidente della commissione Cultura del Parlamento Ue, la richiesta al Consiglio e alla Commissione Europea di “almeno il 2% dei fondi per la ripresa economica Ue da destinare a misure per il settore”. Il Parlamento – ha ricordato – ha chiesto che nel Quadro pluriennale finanziario (Qfp) si dedichino 2,8 miliardi di euro per il settore mentre il Consiglio ha proposto 1,3 miliardi.

Le ricadute economiche si riflettono anche sul turismo. Giorni fa la Commissione europea ha lanciato “Europe’s culture – close to you”, la nuova campagna social per un turismo sostenibile e culturale. L’obiettivo è far riscoprire ai cittadini il patrimonio Ue sia culturale che naturalistico, tenendo conto che il turismo culturale rappresenta circa il 40% di quello nell’Ue, settore anch’esso fortemente colpito dalla pandemia da Coronavirus.

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