Cresce il ricorso ai prestiti al consumo per le vacanze
01 Luglio 2026, 10:40
Il credito al consumo si consolida come leva strategica per il finanziamento dei flussi turistici, sebbene risenta delle complessità dello scenario geopolitico ed economico. Secondo le stime di un’analisi di Facile.it, condotta su un campione di oltre 400.000 richieste, tra gennaio e maggio 2026 sono stati erogati circa 170 milioni di euro in prestiti personali destinati ai viaggi.
Il dato evidenzia una contrazione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando i finanziamenti avevano superato i 200 milioni di euro, un calo riconducibile al mutato scenario internazionale (tensioni in Iran, rincaro del costo della vita e incertezze sui trasporti aerei) che ha spinto molti italiani verso mete a corto raggio.
Nonostante la flessione dei volumi complessivi su base annua, l’incidenza di questa finalità sul totale dei prestiti personali erogati in Italia ha registrato un incremento del 42% dal 2019 a oggi, arrivando a superare l’1% delle richieste complessive. A confermare il peso della spesa turistica sul budget familiare è anche un’indagine parallela commissionata all’istituto di ricerca EMG, secondo cui la spesa media pro-capite prevista per le vacanze estive 2026, limitatamente a trasporti e alloggi, si attesta a 939 euro a persona.
I dati sul profilo del richiedente delineano un preciso identikit commerciale per la filiera dei viaggi:
Ticket medio e piano di ammortamento: L’importo medio richiesto è pari a 5.400 euro, strutturato su un piano di rimborso in 50 rate mensili da 132 euro.
L’età media dei richiedenti scende a 38 anni (rispetto ai 46 anni registrati sulla media generale dei prestiti). Oltre il 20% della domanda è concentrato nella fascia giovane tra i 25 e i 30 anni, segmento in cui il ricorso al credito è spesso legato al finanziamento dei viaggi di nozze.
Genere e reddito: Il 69% delle richieste è sottoscritto da uomini, con un importo medio di 5.626 euro (il 15% in più rispetto al target femminile), dinamica legata anche al differenziale sul livello di reddito medio dichiarato.