lunedì, 28 Settembre 2020

Cresce l’agriturimo, +4,9% nel 2015 specialmente al Centro

Nel 2015 la passione per l’agriturismo conta ormai 11,3 milioni di presenze. Un dato in crescita del +4,9% rispetto all’anno precedente, evidenziato da una indagine Istat sul movimento dei clienti negli esercizi ricettivi, che vede parallelamente in crescita del 2,3% anche le aziende agrituristiche autorizzate.

Un trend che riflette lo sviluppo costante del settore nell’ultimo decennio con un numero di aziende agrituristiche passato, su tutto il territorio nazionale, dalle 15.327 del 2005 alle 22.238 del 2015. Tuttavia, nel 2015 diminuiscono le autorizzazioni per la creazione di nuove aziende agrituristiche (-49 unità), mentre aumentano le cessazioni di attività (+304 unità). La crescita numerica delle aziende ricettive è più vivace nel Centro del Paese (+5,1%) rispetto al Nord (+1,7%), mentre nel Mezzogiorno si registra un calo (-1,1%).  
Con un aumento, rileva l’Istat nel decennio 2005-2015, dei posti letto (+87.467) e dei posti a sedere (+155.018).

Secondo l’indagine gli agriristori aumentano nel Nord (+2,3%) e nel Centro (+1,8%), mentre diminuiscono al Sud (-0,6%). Nel 2015 le aziende agrituristiche autorizzate alla ristorazione sono 11.207 (+1,3% rispetto al 2014) pari al 50,4% della rete italiana. L’abbinamento della ristorazione con l’alloggio, che riguarda 8.162 agriturismo, pur presente in tutte le regioni, risulta più diffuso in Toscana (1.290 unità), Emilia-Romagna (565) e Lombardia (548). In generale, nelle regioni del Centro e del Mezzogiorno il 58,7% degli agriturismo offre servizio di alloggio, il 54,5% ristorazione, il 56,6% degustazione e il 60,7% altre attività.      

Secondo Coldiretti la vacanza verde, con il turismo legato alla natura, in Italia ha superato nel 2015 il giro di affari record di 12 miliardi di euro nel 2015. Spesso è una donna a gestire tale attività. Più di un’azienda agrituristica su tre (36,1%), è a conduzione femminile. La maggiore concentrazione di aziende in rosa si rileva in Toscana (1.791 aziende, che rappresentano il 40,8% delle aziende della regione e l’8,0% di quelle nazionali). 

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