In Arabia Saudita l’arte vive ovunque: tra motivi, tradizioni ed esposizioni
25 Febbraio 2026, 10:00
In Arabia Saudita l’arte non è confinata esclusivamente a gallerie e musei: si intreccia con la vita quotidiana, si esprime in diverse forme e alimenta un dialogo vivo tra passato, presente e futuro. Dal deserto alle montagne, attraverso i tessuti, nelle architetture, tra le mani degli artigiani e sui volti delle comunità, la creatività è una presenza costante.
Al-Qatt al-Asiri, l’arte delle donne dell’Aseer
Una delle forme più poetiche di questa ubiquità dell’arte è Al‑Qatt al‑Asiri, la tradizionale decorazione murale femminile della regione di Aseer, nel sud‑ovest del Regno. Si tratta di una pittura spontanea e vibrante applicata direttamente sulle pareti interne delle case, soprattutto nelle stanze dedicate agli ospiti, dove colori e geometrie raccontano storie personali e collettive.
Questa arte nasce da una pratica condivisa: le donne di famiglie, parenti e vicine si riuniscono e dipingono senza schizzi preparatori, usando motivi geometrici, fiori stilizzati e simboli dal profondo significato culturale. È un atto creativo che unisce estetica e funzione sociale – ogni casa diventa una tela viva che riflette ospitalità, orgoglio e appartenenza.
Riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, Al‑Qatt al‑Asiri è simbolo di come l’arte possa essere quotidiana e comunitaria, rafforzando legami sociali e trasmettendo competenze da una generazione all’altra.

Porte decorate: arte quotidiana e simbolo di identità
Uno degli esempi più affascinanti di come l’arte si integri nella vita quotidiana saudita è rappresentato dalle porte tradizionali, soprattutto quelle della regione del Najd. Queste porte non sono semplici elementi architettonici, ma opere d’arte scolpite, dipinte e decorate a mano che riflettono la storia, il clima culturale e i valori della comunità.
Le decorazioni combinano motivi geometrici – come triangoli, cerchi e linee dinamiche – che evocano natura, protezione e prosperità, spesso integrate da colori ottenuti da pigmenti naturali. I mastri artigiani tradizionali selezionano legni resistenti come il tamarisco per resistere alle condizioni climatiche, e ogni porta può essere considerata un racconto in miniatura dello stile di vita locale, della capacità tecnica e della creatività di una comunità, oltre a indicare spesso la regione o la città di provenienza.

Movimenti e trasformazioni: la Biennale di Diriyah
Una delle iniziative più innovative nel panorama artistico e culturale saudita è la Diriyah Contemporary Art Biennale, la prima biennale d’arte contemporanea del Paese. L’esposizione si svolge nel suggestivo contesto storico di Diriyah, nata come prima capitale dell’Arabia Saudita e sede del quartiere sito UNESCO di At-Turaif, e prende vita nel JAX District, dove patrimonio e sperimentazione si incontrano.
Intitolata في الحِلّ والترحال (In Interludes and Transitions), la terza edizione ha aperto il 30 gennaio 2026 e sarà visitabile fino al 2 maggio. Concepita come una coreografia vivente, la Biennale riflette su movimenti, migrazioni e trasformazioni che da tempo collegano la regione araba al resto del mondo. Rotte commerciali, viaggi, esilio e scambi emergono come veicoli di storie, canti e lingue, plasmando ritmi, forme culturali e memorie condivise nel tempo.
Distribuita tra il JAX District e gli spazi circostanti, la mostra mette in dialogo opere contemporanee con l’architettura industriale e il paesaggio storico di Diriyah. Con 68 artisti provenienti da oltre 37 Paesi, tra cui più di 25 nuove commissioni, la Biennale testimonia la crescente proiezione internazionale della scena artistica saudita, pur rimanendo saldamente ancorata alle narrazioni regionali. Arti visive, musica e poesia si intrecciano lungo tutto il percorso espositivo, valorizzando le tradizioni orali e sonore come modalità fondamentali di trasmissione culturale.
In parallelo alle mostre, un ricco programma di eventi pubblici, workshop e iniziative educative amplia l’esperienza della Biennale oltre gli spazi espositivi, coinvolgendo nuovi pubblici e le comunità locali nel dialogo con l’arte contemporanea e rafforzandone il ruolo di piattaforma di confronto e crescita culturale.
