Arriva bonus affitti in soccorso di alberghi, agriturismi e ristoranti

Arriva il bonus affitti ed è subito operativo. Guarda alle imprese, con un occhio particolare a quelle più colpite durante il lockdown, come ristoranti e alberghi, ma è stato esteso anche alle partite Iva forfait e agli enti no profit, compresi quelli religiosi. Prevede la possibilità di scontare dalle tasse il 60% (il 30% gli affitti di azienda) di quanto pagato come canone per il trimestre di chiusura: l’importo potrà essere portato in compensazione con le altre imposte dovute con il modello f24, portato a credito nella dichiarazione dei redditi, oppure essere direttamente ceduto.

L’importo del ‘beneficio’ dipende ovviamente dal canone pagato. Ma va moltiplicato per tre mesi. Ovviamente i locali storici, o un fabbricato adibito ad albergo, paga molto di più e il beneficio, a fronte dei mancati incassi, può diventare decisamente consistente, anche di qualche decina di migliaia di euro, visto che non esiste un tetto all’importo che può essere scontato.

A dare ufficialmente il via alla possibilità di beneficiare della norma prevista dal Decreto Rilancio è stata l’Agenzia delle Entrate che ha diffuso la circolare con le spiegazioni e anche il codice tributo (“6920”) che consentirà la compensazione. I paletti sono quelli previsti dalla legge: l’impresa o la partita Iva per beneficiarne dovranno aver avuto almeno un dimezzamento del fatturato e non superare i 5 milioni di ricavi o compensi in un anno. L’affitto, per ottenere lo sconto, dovrà essere stato pagato. Altrimenti il credito d’imposta rimane sospeso fino all’effettivo pagamento. Ma le altre indicazioni estendono la portata dell’aiuto. Lo sconto riguarda i canoni pagati per locazione – ma anche per leasing o concessione – per gli immobili di tipo non abitativo.

Il credito di imposta è riconosciuto alle strutture alberghiere e agrituristiche a prescindere dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d’imposta precedente. Inclusi anche coloro che svolgono un’attività alberghiera o agrituristica stagionale; in tal caso, i mesi da prendere a riferimento ai fini del credito d’imposta sono quelli relativi al pagamento dei canoni di aprile, maggio e giugno. Insomma una platea davvero ampia. Inoltre il credito potrà essere ceduto., anche al proprietario dell’immobile per pagare e integrare il proprio canone. E anche questa è un’importante novità.

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