martedì, 25 Giugno 2024

G20 spiagge, passi avanti verso lo status di città balneari

Via libera al percorso per arrivare alla creazione di uno status di città balneare: nella sede del ministero del Turismo si è svolto un incontro tra la ministra Daniela Santanchè e la coordinatrice del G20 Spiagge, Roberta Nesto (nella foto) che arriva dopo l’iniziativa del 2 febbraio del network del G20 spiagge. Inizia così il dialogo verso una nuova legge che regolamenterà le città a fisarmonica, ossia quelle che passano da 10 o 15 mila abitanti a oltre 100 o 200 mila durante i mesi estivi. Queste, grazie allo status di città balneare, potrebbero avere a disposizione un insieme di regole con le quali gestire nel modo più efficace una delle leve economiche più importanti del Paese.

“Ogni promessa è un debito – dice la ministra -. Come enunciato ai sindaci del G20 Spiagge abbiamo iniziato il lavoro per trovare lo strumento più idoneo alla soluzione di un problema esistente, preciso e motivato. È nostro impegno aiutare le amministrazioni locali del
balneare”.

Il tema sarà al centro del dibattito del prossimo summit del G20 delle spiagge in programma ad Arzachena dal 3 al 5 maggio. “Sapremo produrre un lavoro utile – anticipa il sindaco del comune gallurese, Roberto Ragnedda – frutto di una esperienza amministrativa importante e decisiva per il buon esito della nuova legge. Tratteremo tematiche di prioritaria importanza che accomunano le località appartenenti alla rete per trovare soluzioni condivise capaci di incidere positivamente sulla gestione dei nostri territori”.

Dalla dotazione del personale alla sicurezza e l’ordine pubblico, fino alla salvaguardia costiera e al demanio marittimo, senza dimenticare la fiscalità: sono questi i temi cruciali per le città di mare che potrebbero trovare una sponda con il riconoscimento di città balneare.

“È una necessità trasversale, sentita da tutti i colleghi sindaci – spiega Roberta Nesto – ci lavoriamo da almeno cinque anni e anche le nostre proposte potranno contribuire a creare l’ossatura di una legge con la quale lo Stato renderà più efficace e giusto il nostro lavoro”.

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