giovedì, 3 Dicembre 2020

Assaeroporti e Iata: traffico aereo quasi azzerato in Italia

Allarme di Assaeroporti: a marzo, gli aeroporti italiani hanno perso oltre 11,5 milioni di passeggeri con una flessione del traffico che, da alcune settimane, si è assestata complessivamente ad un sostanziale -100%”, in pratica si è azzerato. Il settore ha già messo in cassa integrazione oltre 10.000 lavoratori (il 95% dei dipendenti) e prevede un calo di fatturato di circa 1,6 miliardi di euro. L’associazione chiede per questo “misure immediate a sostegno della filiera aeroportuale”. Secondo le previsioni effettuate prima dell’emergenza sanitaria, il traffico in Italia avrebbe dovuto raggiungere “alla fine del 2020 la quota di circa 200 milioni di passeggeri” e “le attuali stime invece – calcola Assaeroporti – dicono che l’anno in corso potrebbe chiudersi con una perdita di 120 milioni di unità rispetto alle previsioni”. Per i gestori aeroportuali si prevede una “contrazione del fatturato per il 2020 di circa 1,6 miliardi di euro”.

Intanto anche la Iata aggiorna i dati diffusi il 24 marzo (perdita di 76 miliardi e calo della domanda del 46% per le compagnie aeree europee): nel 2020 la potenziale perdita di ricavi sale a 89 miliardi di dollari, con una domanda passeggeri in calo del 55% rispetto al 2019. Secondo l’associazione, l’attuale collasso del 90% nel traffico aereo mette a rischio circa 6,7 milioni di posti di lavoro (dai 5,6 milioni della precedente stima), con un impatto negativo sul Pil europeo di 452 miliardi di dollari. La nuova analisi è basata su uno scenario grave in cui le restrizioni durassero per tre mesi, con un graduale allentamento sui mercati interni, e poi sui viaggi regionali ed intercontinentali. In particolare la Iata stima per il Regno Unito 140 milioni di passeggeri in meno, con una perdita di 26,1 miliardi di dollari di ricavi e 661.200 posti di lavoro a rischio. Segue la Spagna con 114 milioni di passeggeri in meno, 15,5 miliardi di dollari di perdite e 901.300 posti di lavoro a rischio. Per la Germania, la Iata stima 103 milioni di passeggeri in meno, 17,9 miliardi di dollari di ricavi in meno e 483.600 posti di lavoro a rischio. Per l’Italia la Iata stima 83 milioni di passeggeri in meno, con una perdita di ricavi di 11,5 miliardi di dollari, 310.400 posti di lavoro a rischio e 21,1 miliardi di dollari di contributo all’economia italiana. Infine, per la Francia, 80 milioni di passeggeri in meno, con 14,3 miliardi di dollari di perdite e 392.500 posti di lavoro a rischio.

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