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Allarme settore aereo tra fallimenti e tagli rotte, Iata: perdite a 113 mld

Un colpo “senza precedenti” al trasporto aereo, con la Iata che avverte della possibilità di fallimenti a catena e molte compagnie che stanno riducendo drasticamente i voli di fronte alla fuga dei passeggeri. Ma anche, oltre al turismo, all’industria dell’intrattenimento colpita da ristoranti, bar e locali vuoti.

Il conto del disastro economico provocato dal coronavirus continua a lievitare, ora che dal principale focolaio in Cina l’emergenza dei contagi si estende alle principali economie occidentali: dagli Usa, alla Germania, all’Italia. Se tutti, dal Fmi all’Ocse alle agenzie di rating, stanno via via abbassando le stime di crescita, e se per l’Italia è in vista una recessione ormai data quasi per certa, è sulla ‘economia reale’ che si vede l’entità delle  ferite al tessuto economico e sociale del virus partito da Wuhan poche settimane fa che in breve tempo ha creato un’emergenza di ricoveri, provocato la fuga di milioni di cittadini dalla vita pubblica, dai viaggi, dallo shopping.

Da Alitalia a Delta, da United a Lufthansa, le compagnie aeree stanno tagliando rotte sempre più svuotate di passeggeri. Ci sono i primi fallimenti, come la britannica Flybe che ha dovuto cancellare tutti i voli. La Iata aggiorna il conto alla luce degli ultimi dati che danno i contagi su scala globale (oltre 80 Paesi colpiti) a oltre 100.000, avvicinando il rischio di una pandemia: il coronavirus cancellerà fino a 113 miliardi di dollari di fatturato (63 miliardi la stima più ottimistica) nel solo settore passeggeri, quasi quattro volte i 30 miliardi che la Iata stimava appena due settimane fa. Al punto che ora l’associazione chiede ai governi sussidi, tagli delle tasse sui passeggeri e sospensione delle regole sull’uso degli slot.

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