venerdì, 16 Aprile 2021

Sì al passaporto sanitario, ma no a discrimazioni: la richiesta del mondo del turismo

Le associazioni di categoria spingono per vaccinare gli operatori turistici per far ripartire il settore. “Apprendiamo con soddisfazione che il Ministro del Turismo Garavaglia, intervistato questa mattina a Radio 24, riprendendo e accogliendo la nostra proposta, abbia sottolineato la necessità di dare un’accelerazione al piano vaccinale dando priorità agli operatori del turismo che devono poter tornare a lavorare in sicurezza – ha commentato la presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli -. E’ un nodo cruciale da sciogliere al più presto per garantire la ripartenza dell’industria turistica. Così come confidiamo di poter avere entro l’estate un documento digitale valido in tutti i paesi che possa certificare la vaccinazione e consentire ai turisti di riprendere a viaggiare con maggiore facilità su scala mondiale senza però discriminare chi ne sia sprovvisto”.

Per Maria Carmela Colaiacovo, vice presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi, “pur consapevoli che per risollevare anche le sorti del turismo serve un’accelerazione nella campagna di vaccinazione, è essenziale sin da ora lavorare ad un passaporto vaccinale che permetta alle persone immunizzate di tornare già da subito a muoversi ma, è altresì importante poter dare comunque la possibilità di viaggiare a tutti, pur nel rispetto della sicurezza e con tutte le dovute cautele. Altrettanto importante è procedere all’individuazione di corridoi sicuri per lo spostamento dei viaggiatori e ad una programmazione vaccinale per i lavoratori del settore alberghiero e del turismo in generale per garantire alto il livello di competitività dell’offerta italiana rispetto ad altre realtà europee che ad oggi hanno già previsto un piano di intervento ad hoc. Purtroppo quanto sta accadendo in queste ore rischia di infliggere un ulteriore duro colpo al settore con la chiusura decretata per la Pasqua e il blocco degli spostamenti tra le Regioni. Se da un lato diventa sempre più pressante l’esigenza di avere dei ristori adeguati al danno generato in questi mesi, dall’altro abbiamo bisogno vengano messe in campo misure per programmare e rendere fattiva la ripartenza il prima possibile. Il passaporto vaccinale è una di queste ma, se vogliamo possa dispiegare i suoi effetti, è necessario muoversi subito”, ha concluso.

Sul passaporto sanitario è intervenuto anche il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, intervistato a 24Mattino su Radio 24: “la discussione è aperta in Europa. L’importante è che si arrivi a soluzioni comuni e non unilaterali, che porterebbero più problemi che soluzioni. Detto questo, il mercato non si ferma – ha proseguito -. Gli operatori che ne hanno la possibilità si muovono in questa direzione e la politica seguirà il mercato”.

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