Turismo radici, Mazzi: non è nostalgia ma motore economico

ANSA/FABIO CIMAGLIA


“Il turismo delle radici non è nostalgia, ma un motore per l’orgoglio e l’economia della nostra Italia”. Lo ha detto il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, nel suo intervento alla Farnesina alla cerimonia di firma delle Convenzioni con i soggetti attuatori relative agli interventi del ‘Turismo delle Radici’, finanziati con il Fondo Sviluppo e Coesione.

“Il turismo delle radici è una componente chiave della strategia di diplomazia della crescita che ho messo al centro del mio mandato, per favorire l’internazionalizzazione dei territori”, e questo porta “crescita, investimenti, benessere”, ha spiegato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. L’iniziativa, ha detto ancora il ministro, ha visto destinati  200 milioni del Fondo di Sviluppo e Coesioni che si aggiungono a quelli del Pnrr che il Ministero degli Esteri aveva ottenuto. L’idea vincente, secondo Tajani, è “portare gli oltre 80 milioni di italiani e italo-discendenti nel mondo a riscoprire i luoghi di origine delle loro famiglie”. Finora “solo il 10% di questi” ha intrapreso viaggi di questo tipo. “L’interesse è fortissimo e oggi apriamo un nuovo capitolo. Oltre a portare sempre più turisti nei nostri territori, puntiamo anche a rafforzare le aree e le strutture dell’accoglienza. Lo facciamo con interventi pilota di riqualificazione e valorizzazione di siti e percorsi turistici, borghi, riserve naturali, impianti sportivi nel centro-sud, Lazio, Campania e Puglia”.

Un’iniziativa “straordinaria che arriva a poco più di un mese dalla mia nomina”, ha quindi aggiunto Mazzi. “Il turismo delle radici è il segmento che dal 2024 cresce di più: parliamo di 80 milioni di persone di cui circa il 10% sono arrivate in Italia. Un dato significativo, perché il turista delle radici resta tra i 7 e i 10 giorni, il doppio di un turista medio. E poi il turismo delle radici funziona tutto l’anno, non ha stagionalità, che è uno dei problemi che conosciamo, e riguarda spesso borghi molto piccoli, anche al di sotto dei cinquemila abitanti. Rappresenta dunque un segmento molto pregiato e importante, legato alla memoria familiare che fa parte dei nostri valori”, ha concluso il ministro.

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