sabato, 31 Ottobre 2020

Monferrato nella morsa del virus: operatori si preparano a crisi senza precedenti

C’è il Monferrato nell’ampia area del nord nella morsa delle regole imposte per cercare di arginare la diffusione del Coronavirus. Le colline, i vigneti e le dimore storiche nelle province di Asti e Alessandria, Canelli e l’Asti spumante, Nizza Monferrato e il Barbera, il Monferrato degli infernot, tre delle zone a ‘marchio’ Unesco, rischiano di essere tagliati fuori dal mercato turistico internazionale proprio mentre stavano per compiere un ulteriore passo, con le Langhe e il Roero. Gli operatori del settore temono forti ripercussioni e si stanno attrezzando per affrontare una crisi senza precedenti tra le colline dell’enogastronomia famose in tutto il mondo e che ogni anno richiamano decine di migliaia di turisti.

“In questo momento – fa notare con realismo il direttore dell’Ente Turismo di Asti e Alba, Mauro Carbone – è l’Italia intera ad essere tagliata fuori dal mercato internazionale e noi non facciamo eccezione”. Febbraio e marzo sono mesi di bassa stagione per i territori vigneti Unesco, ma sarebbe stato comunque il tempo delle prime fiere primaverili: la programmazione della promozione, “basilare in questo periodo”, è cambiata. È saltata un’importante missione internazionale nei paesi anglo-sassoni.
“Servono nuove strategie d’intervento e per questo l’Ente turistico ha già convocato un tavolo tecnico di monitoraggio straordinario, che riunisce i responsabili delle associazioni di categoria, commercianti, albergatori e ristoratori e i consorzi turistici. Intendiamo reagire così al virus che ha contagiato anche il turismo – spiega Luigi Barbero, presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero – perché la vera sfida è avere la forza per affrontare l’emergenza, puntando su attività di comunicazione alternative, per rilanciare la destinazione nel mercato internazionale, appena le condizioni globali le permetteranno. Questo è il momento – aggiunge Barbero – per i componenti della filiera turistica locale, pubblici e privati, di manifestare ancora di più unione d’intenti e uniformità di obiettivi”.
Anche i musei astigiani restano chiusi fino al 3 aprile. “Stiamo pensando di annullare la mostra sul Giro d’Italia” ha spiegato il presidente della Fondazione Asti Musei, Mario Sacco.

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