lunedì, 28 Settembre 2020

Scalo Comiso, colpo di scena: Regione non firma e prende tempo

Lombardo ha ancora dei dubbi. Gentile: aspettiamo garanzie da Stato ed Enac

Nuovo colpo di scena nella vicenda dello scalo di Comiso. La Regione siciliana non ha firmato il protocollo d'intesa per la cessione alla Regione delle aree dell'ex base Nato di Comiso (su cui è stato realizzato l'aeroporto completato il 15 luglio scorso) . Al vertice romano hanno firmato tutti, i ministeri dell'Economia e della Difesa, l'Aeronautica militare (l'ex base è stata, fino al '97, un comando dell'Aeronautica), l'Enac e il comune di Comiso. Tutti tranne l'assessore siciliano ai trasporti Luigi Gentile che al termine della riunione ha spiegato le sue ragioni. "L'aeroporto di Comiso deve essere $ catalogato come scalo di interesse e di rilevanza strategica nazionale – ha sottolineato Gentile – per questo abbiamo chiesto qualche giorno di tempo prima di una decisione definitiva. Vogliamo le dovute assicurazioni dal governo centrale e dall'Enac, che i servizi di assistenza al volo, vigili del fuoco e tutto ciò che è necessario al funzionamento della struttura, sia a carico del governo nazionale".

Sembra sia stato il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, a chiedere ancora qualche giorno di tempo. "In tutti i documenti – ha detto Lombardo – l'aeroporto di Comiso è stato considerato di rilievo nazionale e non posso consentire, perché farei un torto a Comiso, ai cittadini di quella provincia e a tutta la Sicilia, che ora di soppiatto e senza che nessuno se ne debba accorgere, venga declassato a livello regionale". Per Lombardo "se si tratta di trasferire il sedime e se questo non può andare direttamente al Comune, la Regione farà da 'stazione di transito' ma non possiamo tollerare che tra le righe quell'aeroporto venga ridotto a rango regionale il che potrebbe comportare che i servizi di controllo Enac, molto costosi, e i servizi di sicurezza vengano a gravare sulla Regione. Non si capisce il motivo per cui Ancona o La Spezia che hanno un volume di traffico irrisorio debbano avere questi servizi pagati dallo Stato. Noi saremmo anche disposti a pagarceli da soli – ha concluso – ma ci comincino a consentire, in omaggio al federalismo, di trattenere la corrispondente cifra delle accise petrolifere".

Intanto, il 14 settembre, è in programma a Roma un vertice operativo con l'Enac per verificare lo stato dell'arte, verificare tutte le certificazioni ed i programmi già avviati dalla società di gestione e le procedure per lo start-up.

 

 

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