mercoledì, 7 Dicembre 2022

Oltre 250mila presenze: Vie Tesori tornano al pre-covid

Numeri che portano indietro il calendario agli anni straordinari prima della pandemia: Le Vie dei Tesori supera le 250 mila presenze. Palermo sfiora i 166 mila visitatori e Catania sale e supera i 16 mila; complessivamente un incremento del 23% rispetto all’anno scorso. Exploit di Termini Imerese che, trainata dall’attesa riapertura del Grand Hotel delle Terme, supera le settemila presenze; di Scicli che quasi triplica i suoi visitatori e della debuttante Alcamo che si arrampica sui suoi castelli. Messina ritrova i tempi d’oro, Caltanissetta raddoppia la performance; e così anche Trapani che trascina anche Marsala e Mazara; Enna che conferma e amplia la performance di debutto, Ragusa va per palazzi sontuosi. Funzionano le altre città della provincia di Palermo, quindi Bagheria, Cefalù e Carini. E, fuori dalla Sicilia, raddoppia le presenze Mantova.

Secondo i rilevamenti dell’OTIE (Osservatorio sul Turismo nelle Isole Europee), presentati da Giovanni Ruggieri – docente di Economia del Turismo all’Università di Palermo e presidente dell’Otie – nel corso della conferenza stampa a Palazzo Comitini, i turisti presenti in Sicilia che hanno partecipato alla manifestazione nelle grandi città sono 60 mila (dato stimato) con un incremento del 25% rispetto all’anno precedente. Questo è l’effetto continuità della manifestazione, che entra nella programmazione di viaggi e vacanze in Sicilia. La spesa generata dai turisti per le visite nelle 16 città raggiunge i 6 milioni e mezzo di euro, con una media di 406 mila euro ed un incremento del 10 per cento nella spesa media giornaliera dei turisti. Questo effetto positivo deriva da una possibile programmazione anticipata di visite con un effetto itinerante nei territori. Infatti, cresce la percentuale di visitatori che visita almeno due comuni, passando dal 11% al 30%. Si verifica un aumento del turismo di mobilità, autorganizzato ed autonomo. A Palermo l’impatto generato è di circa 5.012.245,2 euro, sviluppando 85 unità di lavoro annue.

La manifestazione in Sicilia raggiunge 245.930 visite nelle grandi città, con un incremento in un anno del 23 per cento. Interessante l’effetto continuità, la gente arriva per Le Vie dei Tesori e programma i suoi viaggi secondo il calendario del festival; funziona l’effetto itinerante, visto che cresce la percentuale di visitatori che visita almeno due comuni, passando dal 11 al 30 per cento.

Praticamente tutti i visitatori (il 90%) auspicano un prolungamento del festival o comunque una maggiore frequenza di appuntamenti durante l’anno. Attivo sempre di più l’effetto fidelizzazione – quest’anno come mai in precedenza: il 28 per cento è alla sua quarta esperienza, il 22 alla sua terza, ma addirittura il 15 per cento è oltre la decima, quindi ha seguito il festival sin dai suoi primi vagiti. Il visitatore-tipo del festival parte con gli amici (44 per cento), con la famiglia (32 per cento) o in coppia (22 per cento), quasi mai da soli (9 per cento). E ama programmare: il periodo del festival influisce sulla scelta della vacanza per il 44 per cento.

Ovunque un pubblico entusiasta – l’indice di gradimento è salito al 91 per cento – per un’edizione che segna il ritorno dei turisti. Non si tratta più quindi, di “turismo di prossimità” come negli anni del Covid ma di “mobilità” con i siti che hanno effetto aggregativo e trainante: la grossa novità di quest’anno è che si visitano più città, si esplora, si cercano esperienze anche vicine. Oltre il 90% dei visitatori è certo di ritornare per partecipare alla prossima edizione.

 

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